Ue ancora contro Italia su responsabilità civile giudici, Pdl s'infiamma

giovedì 26 settembre 2013 14:03
 

BRUXELLES, 26 settembre (Reuters) - La Commissione europea ha avviato oggi una nuova procedura d'infrazione contro l'Italia per il mancato adeguamento alle norme comunitarie in materia di responsabilità civile dei magistrati. Lo ha riferito una fonte della stessa Commissione.

La questione è relativa a un caso di applicazione del diritto dell'Unione, e non direttamente a una vicenda giudiziaria italiana. Ma la decisione di Bruxelles viene considerata dal partito di Silvio Berlusconi come un ulteriore prova della parzialità della magistratura, che ha recentemente condannato in via definitiva l'ex premier per il reato di frode fiscale.

"L'esecutivo Ue ha avviato oggi il primo passaggio della seconda procedura contro l'Italia per il mancato adeguamento alle norme Ue in materia di responsabilità civile dei giudici", ha detto la fonte.

L'Italia è già stata condannata nel novembre 2011 dalla Corte di giustizia Ue per la vicenda, che ha preso avvio nel febbraio del 2009, quando cioè al governo c'era il Pdl.

Se dovesse essere nuovamente deferita ai giudici di Lussemburgo, l'Italia rischierebbe sanzioni economiche.

Nel giugno 2010, annunciando il ricorso alla Corte, la Commissione aveva sollevato due questioni "attinenti al diritto europeo" nella legislazione italiana "concernente il risarcimento dei danni cagionati nell'esercizio delle funzioni giudiziarie e la responsabilità civile dei magistrati".

"Da un lato, la normativa esclude qualsiasi responsabilità dello Stato italiano per i danni arrecati ai singoli da violazioni del diritto dell'Unione commesse da un organo giurisdizionale di ultimo grado, qualora la violazione risulti da un'interpretazione delle norme giuridiche o da una valutazione dei fatti e del materiale probatorio da questo operate".

"Dall'altro, limita la responsabilità ai soli casi di dolo o colpa grave del giudice", spiegava Bruxelles.

L'Italia aveva risposto affermando che la Commissione interpretava erroneamente la legge del 1988 in materia, ma i giudici europei avevano dato torto a Roma.   Continua...