25 settembre 2013 / 14:25 / 4 anni fa

Minibond e bond energetico, misure forse già in Cdm venerdì-Firpo

* Ministero Sviluppo prevede emissioni minibond per 8/9 mld entro fine 2013

* Sconto in bolletta energetica per 2/3 mld da finanziare con bond Gse

* Con bond energetico atteso sconto in bolletta 7/8%

di Giulio Piovaccari e Francesca Landini

MILANO, 25 settembre (Reuters) - Potrebbe arrivare già col Consiglio dei ministri di venerdì 27 un provvedimento apposito del governo per dare attuazione alle nuove norme sui minibond contenute in ‘Destinazione Italia’ e per la definizione del quadro per il lancio del bond per la riduzione della bolletta energetica a carico delle imprese.

A dirlo è il responsabile della segreteria tecnica del ministero dello Sviluppo economico, Stefano Firpo.

“Stiamo spingendo per partire già questo venerdì, con un collegato al decreto Ilva” afferma Firpo, aggiungendo che in alternativa “si potrebbe pensare ad ottobre, con un collegato alla Legge di stabilità”.

I cosiddetti minibond furono lanciati dal governo Monti col ‘Decreto sviluppo’ con l‘obiettivo di fornire alle piccole e medie imprese un canale di finanziamento alternativo, in un momento di stretta sul credito bancario.

Destinazione Italia individua una serie di misure che dovrebbero ulteriormente potenziare il ricorso a tale strumento, già sfruttato in questi mesi da società come Cerved, Guala Closures, Sisal, Ivs Group, Teamsystem, Cassa del Trentino, Gamenet, Zobele Holding o la piemontese Caar (per ora l‘unica vera piccola impresa ad aver lanciato un minibond, da 3 milioni di euro, quest‘estate), ma anche da realtà di maggiore dimensione, sebbene non quotate, come Ferrovie dello Stato, Salini Costruttori o Manutencoop.

Il testo varato dal governo la settimana scorsa delinea una serie di misure: per primo un intervento di semplificazione sulla fiscalità relativa alle garanzie; l‘estensione anche ai bond e non solo al credito bancario della possibilità di portare beni mobili come garanzia; la possibilità per gli investitori di non pagare la ritenuta d‘acconto del 20% anche nel caso in cui il bond non venga quotato su un mercato regolamentato (condizione prevista dal decreto Sviluppo), a patto comunque che questo sia collocato presso un fondo obbligazionario partecipato solo da investitori qualificati.

Infine Destinazione Italia prevede anche la richiesta all‘Ivass, l‘istituto di vigilanza sulle assicurazioni, di rivedere la regolamentazione in modo da permettere alle assicurazioni di considerare i minibond detenuti come attivi a copertura delle riserve tecniche: una misura che dovrebbe incentivare anche gli investimenti delle assicurazioni in tale segmento.

“In otto-nove mesi abbiamo avuto emissioni per circa 5 miliardi e credo che si possa arrivare a 8-9 entro fine anno, con la normativa attuale” spiega Firpo. “Ma se partono anche queste ultime norme sui minibond, contenute in Destinazione Italia, c‘è senz‘altro un ulteriore spazio di aumento per le emissioni”.

Col Decreto Sviluppo, il governo aveva indicato un target di emissioni, sotto la nuova normativa sui minibond, di una decina di miliardi.

SCONTO BOLLETTA FINANZIATO DA EMISSIONE GSE

Il ministero dello Sviluppo lavora anche ad un alleggerimento della bolletta energetica delle imprese, appesantita per i prossimi 20 anni circa dagli incentivi alle rinnovabili.

L‘obiettivo, spiega Firpo, è quello di arrivare ad uno sconto immediato, quantificabile in 2-3 miliardi di euro l‘anno per tre anni sui circa 12 miliardi annui di incentivi alle rinnovabili, da rimborsare a partire dal 2029-2030, quando andrà ad esaurirsi rapidamente il peso del contributo alle rinnovabili. Il risultato sarebbe un andamento più “morbido” della curva dei contributi alle rinnovabili nei prossimi anni e “più in linea con la durata tecnica degli impianti per le rinnovabili, ben superiore ai 20 anni”.

Secondo i calcoli del ministero il provvedimento dovrebbe tramutarsi, per le piccole imprese, in uno sconto sulla bolletta elettrica di circa il 7-8% annuo.

L‘ipotesi è che lo sconto immediato venga finanziato attraverso l‘emissione di obbligazioni da parte del Gse, Il Gestore dei servizi energetici: obbligazioni che a regime dovrebbero essere collocate a rendimenti in linea con quelli dei Btp. Il costo finanziario del bond sarebbe spalmato sulle bollette dallo stesso Gse, senza che le emissioni creino un aggravio sul debito pubblico italiano.

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