PUNTO 1-Telecom e Alitalia, Pd e Pdl chiedono a governo di riferire

martedì 24 settembre 2013 12:03
 

(cambia titolo, riscrive con nota Brunetta)

ROMA, 24 settembre (Reuters) - Pd e Pdl, i due partiti maggiori del governo di coalizione guidato dal premier Enrico Letta, hanno chiesto oggi all'esecutivo di riferire "al più presto" al Parlamento sulle vicende di Alitalia e Telecom Italia.

"Le vicende contestuali di Alitalia e Telecom rappresentano in modo impietoso l'esito di una lunga catena di errori in gran parte dovuti all'assenza ventennale di una politica industriale e, conseguentemente, alla prevalenza degli interessi privati sugli interessi pubblici", ha detto in una nota Luigi Zanda, presidente dei senatori democratici.

"E' necessario che il governo venga al più presto in Senato a riferire sul grave declino del sistema industriale italiano che coinvolge due imprese strategiche per i nostri servizi pubblici", ha aggiunto.

"Sulla vendita di azioni Telco alla società spagnola Telefonica e sul conseguente nuovo assetto di controllo di una delle imprese chiave per lo sviluppo del nostro Paese, Telecom Italia, serve un quadro dettagliato per esprimere qualsiasi giudizio ma è evidente che è proprio la mancanza di dettagli e di chiarezza che alimenta le preoccupazioni", ha detto invece il capogruppo del Pdl alla Camera Renato Brunetta.

Telecom Italia è al centro di un'operazione della spagnola Telefonica, che si appresta a salire al 66% della controllante Telco, per un esborso di 324 milioni di euro, per il momento senza aumentare i diritti di voto, ma che potrebbe arrivare secondo gli accordi al 100%, una volta ottenute le necessarie autorizzazioni dell'Antitrust.

"Cosa cambierà con i due terzi del capitale Telco in mano agli spagnoli? Ci saranno ancora le risorse per gli investimenti e per lo sviluppo dei servizi? A che punto è il progetto di scorporo della rete fissa e quali sono le prospettive del settore in Italia?", ha chiesto Brunetta, sollecitando un intervento dello stesso premier.

Air France-Klm potrebbe invece salire al 50% del capitale di Alitalia, di cui detiene attualmente il 25%, e il governo italiano ha già detto che non porrà alcun veto in proposito.

"La vicenda Alitalia conferma la sciagurata disinvoltura con cui nel 2008 sono stati buttati al vento cinque miliardi di euro dal Governo Berlusconi", ha detto ancora Zanda nel comunicato.   Continua...