September 20, 2013 / 3:18 PM / 4 years ago

PUNTO 1-Governo ridimensiona piani privatizzazioni, prende tempo

5 IN. DI LETTURA

* In nuovo Def dismissioni sono stimate a 0,5% Pil da precedente 1%

* Rinviata a fine anno da metà ottobre individuazione asset in vendita

* Letta a New York incontra martedì investitori, segretario Tesoro Usa (Accorpa pezzi, aggiunge background)

ROMA, 20 settembre (Reuters) - Il governo di Enrico Letta ridimensiona i propri programmi di dismissione, uno degli strumenti individuati per ridurre il debito in linea con le regole europee del Fiscal Compact e liberare risorse per la crescita.

Nella nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza pubblicata oggi, il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni ha ridotto l'apporto delle privatizzazioni ai conti pubblici allo 0,5% del Pil dall'1% che era stato ipotizzato dal suo predecessore Vittorio Grilli.

Se solo un anno fa il governo di Mario Monti prevedeva di portare il debito al 123% del Pil nel 2014 e al 119,9% nel 2015, adesso i minori introiti dalle vendite di asset pubblici e il peggioramento della congiuntura lasciano il debito al 132,8% del Pil il prossimo anno (da 132,9% a fine 2013), al 129,4% nel 2015 e al 120,1% nel 2017.

Alla fine del 2015, in base al Fiscal Compact ci sarà la prima verifica della capacità dell'Italia di ridurre in un triennio il rapporto debito/Pil di 1/20 medio ogni anno.

Oltre a darsi obiettivi più contenuti e forse più realistici sulle quantità delle dismissioni, il governo si concede anche più tempo per individuare le partecipazioni dello Stato da cedere.

Fino a ieri le dichiarazioni del premier e la bozza di Destinazione Italia - il documento messo a punto da Presidenza, Esteri e Sviluppo per attirare gli investimenti esteri - indicavano "fine ottobre" come termine entro il quale il ministero dell'Economia avrebbe individuato le partecipazioni da dismettere. La versione pubblicata riporta la dizione "entro fine anno".

Il governo detiene direttamente e indirettamente poco più del 30% di Eni, Enel e Finmeccanica , società che capitalizzano complessivamente quasi 94 miliardi.

Letta ha detto ieri che il percorso indicato con Destinazione Italia riguarderà "cose che è giusto privatizzare perché non sempre il privato è meglio del pubblico", come mostrano alcuni casi del passato.

Italia Paese Aperto a Investitori Stranieri

La settimana prossima il capo del governo sarà a New York dove il 24 settembre avrà un pranzo con investitori istituzionali e il segretario al Tesoro Usa, Jack Lew.

"Il messaggio è che l'Italia è un Paese aperto agli investitori stranieri con un certo numero di asset estremamente appetibili che noi vogliamo ulteriormente valorizzare", ha detto oggi Fabrizio Pagani, consigliere per gli Affari economici e internazionali di Letta.

"Il governo è cosciente che alcuni aspetti tra impresa e pubblica amministrazione devono essere ulteriormente semplificati e si impegna in tempi brevissimi a dare all'investitore straniero un desk specifico all'agenzia delle entrate, certezza delle regole e dei tempi di autorizzazione".

Il documento programmatico del governo dice che i tempi di realizzazione delle dismissioni saranno "più brevi per le operazioni che dovessero riguardare società già quotate" e più lunghi "per le aziende che necessitassero di un processo di valorizzazione preliminare alla messa sul mercato".

Il governo guarda anche alle partecipazioni detenute dagli enti locali in società di servizi e utilities.

Destinazione Italia non ne parla, ma una delle strade che il Tesoro sta studiando consiste nell'usare le quote detenute nelle società quotate come collaterale a garanzia dei titoli di Stato. In questo modo l'Economia potrebbe spuntare sul mercato tassi di interesse più bassi senza rinunciare al flusso di dividendi assicurato dalle società partecipate.

Per il futuro, Letta e Saccomanni puntano a ridurre il debito anche attraverso la cessione di immobili pubblici. L'Agenzia del demanio ha già individuato un primo portafoglio di beni inutilizzati, per un valore di 600 milioni. La Difesa ha dichiarato che non sono utilizzati circa 1.600 cespiti.

Ulteriori attivi da valorizzare sono le concessioni balneari, che oggi garantiscono all'Erario introiti soltanto per circa 130 milioni di euro all'anno.

(Giuseppe Fonte e Roberto Landucci)

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