September 19, 2013 / 4:52 PM / 4 years ago

PUNTO 1 - Tesoro riduce Pil 2013 a -1,7%, 2014 a +1% - fonti

3 IN. DI LETTURA

(Aggiorna con contesto)

ROMA, 19 settembre (Reuters) - Sebbene sia vicina alla fine, la recessione continua a pesare sull'economia italiana e il ministero dell'Economia è pronto a ridurre la stima sull'andamento del Pil di quest'anno a -1,7 dal -1,3% indicato a metà aprile con il Documento di economia e finanza (Def).

Lo riferiscono due fonti governative spiegando che il Pil del 2014 dovrebbe mostrare una crescita dell'1% circa, comunque sotto il +1,3% del Def.

Il governo pubblicherà domani la Nota di aggiornamento al Def e i tecnici stanno ancora affinando i dettagli del nuovo quadro macroeconomico e di finanza pubblica.

Per rispettare gli impegni assunti con la Commissione europea, l'indebitamento netto programmatico del 2013 non potrà superare il 3% del Pil, a fronte di un livello tendenziale che viaggia attorno al 3,1%, ha confermato oggi il sottosegretario al Tesoro in quota Pd, Pierpaolo Baretta.

"Anche se non servirà una vera manovra correttiva, avremo bisogno di aggiustamenti e questi aggiustamenti implicano risorse finanziarie", ha detto Baretta intervenendo questa mattina su Radio1.

Il Tesoro può sfruttare le clausole di salvaguardia previste in due diversi provvedimenti di legge.

Il decreto 35 sui debiti della pubblica amministrazione autorizza il Tesoro a rimodulare spese autorizzate o adottare "correttivi urgenti" in caso di scostamenti, compreso il rinvio al 2014 di parte dei rimborsi in programma nel 2013. Il decreto sull'Imu prevede che il Tesoro possa aumentare "entro il mese di novembre" gli acconti Ires, Irap e le accise.

Le nuove previsioni sono a legislazione vigente e scontano pertanto l'aumento dell'aliquota ordinaria Iva dal 21 al 22% dal primo ottobre.

Secondo una delle fonti "è ormai pacifico" lo slittamento dal 2013 al 2014 del pareggio di bilancio in termini strutturali, cioè al netto del ciclo e delle una tantum, come ha scritto ieri Reuters.

Nel 2014 il deficit dovrebbe salire al 2,3-2,4% (1,8% nel Def). Forte dei margini concessi dalla Commissione europea, l'Italia potrà mantenere l'indebitamento netto del prossimo anno al 2,9 o al 3%, sfruttando il margine di circa mezzo punto in termini di Pil per finanziare politiche di stimolo dell'economia.

Dopo il 127% del 2012, il rapporto debito pubblico/Pil continuerà a crescere fino a superare il 132% nel 2014, secondo quanto emerge dalla bozza dell'Agenda per la crescita, una delle sezioni che compongono la Nota di aggiornamento.

(Giuseppe Fonte e Gavin Jones)

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