Azimut lancia primo fondo che investe in bond ibridi

giovedì 19 settembre 2013 15:30
 

MILANO, 19 settembre (Reuters) - Azimut lancia il primo fondo Ucits IV in Europa che investe interamente in obbligazioni ibride, un prodotto pensato soprattutto per la clientela di fascia medio-alta dell'asset manager indipendente con un importo di sottoscrizione minimo di 25.000 euro.

Il fondo, spiega una nota, acquisterà solo bond ibridi con una durata finanziaria al richiamo pari a 4 anni e mezzo.

I bond ibridi sono obbligazioni a scadenza lunghissima, in genere 60 anni, e il cui richiamo è deciso dall'emittente. Solitamente la prima "call" (richiamo) viene fissata al quinto-sesto anno dal collocamento, poi il più delle volte vengono fissate altre "call" nel corso della vita del bond, a cadenze variabili a seconda dell'operazione, solitamente ogni 5 anni.

I bond ibridi rappresentano una fonte di finanziamento a metà strada fra azioni e obbligazioni e hanno quindi il vantaggio, da un lato, di non essere diluitivi per i soci, dall'altro, proteggono dal declassamento delle agenzie di rating perchè vengono contabilizzati come debito solo al 50%.

La caratteristica di queste emissioni è che - proprio per incentivare l'emittente a rimborsare il bond alle date stabilite per "call" - portano una "step-up" (maggiorazione della cedola) consistente e crescente nel tempo della cedola nel caso la call non venisse esercitata.

"Riteniamo che il forte sviluppo di questa asset class continuerà nei prossimi mesi e sarà sempre più presente nei portafogli della clientela privata e istituzionale", ha detto il gestore del fondo Stefano Mach.

In Italia hanno lanciato questo tipo di strumento Enel - in euro, sterline e dollari - e Telecom Italia in euro.

Nella zona euro gli ultimi ibridi di riferimento sono quelli lanciati da Iberdrola, dalla svizzera Alpiq e da Edf ; ha fatto inoltre scalpore l'operazione della cinese Hutchison Whampoa, che aveva espresso interesse a un'integrazione con la divisione mobile di Telecom Italia, prima emittente asiatica ad usare un ibrido per raccogliere 1,75 miliardi in valuta europea.

I bond ibridi sono certamente un costo maggiore per l'emittente, ma risultano comunque ben più convenienti rispetto alla perdita di valore dei bond esistenti nel caso di un declassamento da parte delle agenzie di rating. Offrono un ottimo rendimento, nell'ordine di grandezza di 300 punti base sopra quello del bond senior dello steso emittente.   Continua...