19 settembre 2013 / 11:37 / tra 4 anni

PUNTO 1-Governo domani avvia esame dossier dismissioni - Letta

* Roadshow parte da New York la prossima settimana

* Letta cauto: “Non sempre il privato è meglio del pubblico”

* Immobili e spiagge tra gli asset da valorizzare (Accorpa pezzi e aggiunge contesto)

ROMA, 19 settembre (Reuters) - Assieme al nuovo quadro macroeconomico e di finanza pubblica, il Consiglio dei ministri di domani comincerà a discutere di dismissioni del patrimonio pubblico.

Lo ha detto il presidente del Consiglio, Enrico Letta, presentando il piano Destinazione Italia, messo a punto dal governo per rispondere al “bisogno drammatico [che l‘Italia ha] di investimenti diretti dall‘estero”.

“Ne parleremo domani”, ha detto Letta in conferenza stampa a Palazzo Chigi.

“Cominceremo nelle prossime settimane un roadshow nelle principali piazze economiche e finanziarie”, ha spiegato il capo del governo confermando che la prima tappa sarà la prossima settimana a New York.

La bozza del piano prevede che “entro fine ottobre” il ministero dell‘Economia provveda ad individuare le partecipazioni da dismettere per ridurre l‘elevato debito pubblico italiano.

Le dismissioni saranno realizzate “mediante procedure competitive” o “tramite operazioni di largo mercato rivolte a investitori istituzionali e al pubblico retail”, prevede la bozza.

“I tempi di realizzazione delle operazioni saranno più brevi per le operazioni che dovessero riguardare società quotate; una tempistica necessariamente più lunga sarà richiesta per le aziende che necessitassero di un processo di valorizzazione preliminare alla messa sul mercato”.

La bozza non ne parla, ma una delle strade che il Tesoro sta studiando consiste nell‘usare le quote detenute in Eni, Enel e Finmeccanica come collaterale a garanzia dei titoli di Stato. In questo modo il ministero dell‘Economia potrebbe spuntare sul mercato tassi di interesse più bassi senza rinunciare al flusso di dividendi assicurato dalle società partecipate.

DEBITO VIAGGIA VERSO IL 132% DEL PIL

Letta ha voluto precisare che il percorso indicato con Destinazione Italia riguarderà “cose che è giusto privatizzare perché non sempre il privato è meglio del pubblico”, come mostrano alcuni casi del passato.

Il piano di dismissioni “farà parte della Nota di aggiornamento al Def”, il Documento di economia e finanza pubblica, ha detto il capo del governo.

Il già elevatissimo debito pubblico italiano, secondo le nuove stime che il Tesoro ufficializzerà domani, dovrebbe raggiungere nel 2014 il nuovo record storico del 132,2% in rapporto al Pil.

Oltre alla recessione pesa il mancato impegno a realizzare dismissioni per un punto di Pil già da quest‘anno.

Negli ultimi anni diversi governi hanno provato a lanciare programmi di dismissione del patrimonio pubblico, con esiti spesso deludenti.

Nel 2012 il governo Monti ha venduto alla Cassa depositi e prestiti, che è fuori dal perimetro della pubblica amministrazione, le controllate Sace, Fintecna e Simest per un importo di 8,7 miliardi. L‘operazione, un deconsolidamento più che una vera e propria privatizzazione, ha consentito di ridurre il debito di circa 2,61 miliardi e di rimborsare alle imprese fornitrici della pubblica amministrazione fatture inevase pari a circa 6,09 miliardi.

Per il futuro Letta e il ministro dell‘Economia, Fabrizio Saccomanni, puntano a ridurre il debito anche attraverso la cessione di immobili pubblici. L‘Agenzia del demanio ha già individuato un primo portafoglio di beni inutilizzati, per un valore di 600 milioni. La Difesa ha dichiarato che non sono utilizzati circa 1.600 cespiti.

Ulteriori attivi da valorizzare sono le concessioni balneari, che oggi garantiscono all‘Erario introiti soltanto per circa 130 milioni di euro all‘anno.

(Giuseppe Fonte)

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