Crisi, Italia scende in indice mondiale su sicurezza alimentare -Gsfi

mercoledì 18 settembre 2013 12:38
 

ROMA, 18 settembre (Reuters) - L'Italia perde terreno nel 2013 nell'Indice mondiale per la Sicurezza alimentare, che mette insieme diversi fattori, dalla disponibilità alla qualità del cibo, a causa soprattutto della crisi economica che ha tolto investimenti alla ricerca pubblica e anche del clima.

L'Italia è nel 2013 al 22esimo posto della "classifica" elaborata dall'Intelligence Unit di The Economist con 74,6 punti - dopo paesi europei colpiti dalla crisi del debito come Spagna e Portogallo - mentre l'anno scorso era al 19esimo, con 79,1 punti.

La valutazione dei 107 paesi compresi nell'indice riguarda tre settori principali: accesibilità al cibo, disponibilità, sicurezza e qualità, sulla base complessivamente di 25 indicatori.

"I punti di forza nel nostro paese sono l'accesso al sistema creditizio da parte degli agricoltori, la disponibilità di derrate, la sicurezza e l'eccellenza nella qualità, fattore in cui il consumatore italiano è diventato sempre più attento ed esigente, non a caso l'Italia rientra nei primi dieci paesi al mondo per la qualità dei prodotti alimentari", dice in un comunicato che accompagna i dati sull'Italia Luigi Coffano, country manager di DuPont, multinazionale dell'agro-chimica che sponsorizza l'Indice.

"La nostra debolezza è legata sicuramente alla mancanza di investimenti pubblici in ricerca, aggravata dalla crisi economica degli ultimi anni, che tuttora rende difficile sbloccare tale situazione".

Secondo il comunicato "un altro fattore critico che ha avuto ripercussioni negative anche negli altri paesi del mondo è legato alle avverse condizioni climatiche, in particolare alla forte siccità che nell'ultimo anno ha provocato ovunque diminuzioni dei raccolti e ripercussioni negative su tutta la filiera agroalimentare".

L'indice è consultabile all'indirizzo internet : foodsecurityindex.eiu.com.

(Massimiliano Di Giorgio)

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