12 settembre 2013 / 11:25 / 4 anni fa

PUNTO 1-Italia, produzione industria luglio -1,1%, attese +0,3%

* Inaspettato calo produzione in linea con dati altri paesi europei

* Mesi estivi volatili, terzo trimestre potrebbe ancora essere leggermente negativo

* Pil visto comunque positivo a fine anno, a meno di crisi di governo

di Gabriella Bruschi

MILANO, 12 settembre (Reuters) - Il primo dato sull‘attività economica italiana ad affacciarsi sul terzo trimestre è stato un brutto colpo per coloro che hanno sperato in una ripresa. Tuttavia gli economisti si mostrano ancora cautamente positivi per i prossimi mesi e vedono comunque una ripersa economica a fine anno. Sempre che eventuali crisi politiche non ostacolino il percorso.

La produzione industriale italiana ha visto un inaspettato calo dell‘1,1% su mese, mentre il consensus era per una crescita dello 0,3%, portando il tendenziale annuo a -4,3%.

In giugno la produzione era cresciuta dello 0,2% su mese per un tendenziale annuo di -2,1%.

“I mesi estivi risultano spesso un po’ volatili e questo inaspettato calo che vediamo della produzione italiana lo si è potuto constatare anche in Germania e in Francia” dice Paolo Mameli, economista di Intesa Sanpaolo. “Bisognerà attendere il dato di agosto che potrebbe anche mostrare un rimbalzo, ma in questo momento dobbiamo pensare che anche per il terzo trimestre la produzione potrebbe avere un segno negativo - che noi prevediamo tra -0,1% e -0,3%”

In Germania la produzione industriale in luglio è risulata a -1,7% contro attese di -0,5%, in Francia a -0,6% contro un consensus di +0,5% e in Spagna a -0,5%.

“Possiamo attribuire i cali inaspettati dei paesi della zona euro alla volatilità dei mesi estivi, oltre a una correzione tecnica dopo le letture positive di giugno” dice Loredana Federico, economista di Unicredit.

I dati della produzione hanno sorpreso anche perchè sono in contrasto con le indagini congiunturali che avevano prospettato una situazione più rosea. L‘indice Pmi manifatturiero della zona euro di luglio era salito a 50,3, il massimo da due anni, con il sottoindice relativo all‘occupazione ai massimi da 25 mesi . Quello italiano è salito a 50,4, segnalando la prima espansione in due anni.

“Il dato di oggi sembra essere in contrasto con le indicazioni incoraggianti provenienti da indagini del settore manifatturiero” dice Federico. “Quindi ci aspettiamo un rimbalzo nella parte finale del trimestre. Basterebbe un dato anche leggermnte positivo in agosto e in settembre per poter vedere un dato positivo sull‘intero trimestre”.

CALI CONSISTENTI SOPRATTUTTO IN SETTORE MANIFATTURIERO

Nel breakdown del dato sono da evidenziare cali consistenti nei settori dei beni strumentali (-3,1%), dei beni intermedi (-1,1%) e, in misura minore, dei beni di consumo (-0,3%). “Sono tutti settori legati alla domanda estera che risentono dunque del calo che si nota anche negli altri paesi” commena Mameli.

Invece andamenti positivi si notano nel comparto dell‘energia (+1,7%) e, in ambito manifatturiero nei settori delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (+4,4%) e della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+2,2%), “ma il settore manifatturiero nel complesso risulta più colpito rispetto all‘indice generale” dice Mameli.

PIL CON SEGNO POSITIVO PIU’ PROBABILE IN TRIM4

L‘attenzione si sposta sulle ripercussioni che la debolezza dell‘attività potrà avere sul prodotto interno lordo, con gli economisti incerti tra una previsione in positivo nel terzo o nel quarto trimestre.

Il secondo trimestre si era concluso con un Pil che ha mostrato una contrazione maggiore (-0,3%) rispetto alle attese, ma comunque migliore rispetto a quella del primo trimestre (-0,6%). Si tratta in ogni caso di nove trimestri consecutivi di contrazione, iniziata nel secondo trimestre 2011.

“Con i dati migliori emersi ultimamente qualcuno si è spinto a dire che si potrà tornare alla crescita del Pil già nel terzo trimestre” dice Mameli. “Secondo le nostre stime invece dovremo aspettare il quarto trimestre per vedere segni positivi, con una media d‘anno che vediamo tra -1,8% e -1,9%. In ogni caso si può dire che l‘attività si sta stabilizzando. Sempre che non subentrino eventuali crisi politiche che potrebbero ripercuotersi negativamente sulle condizioni economiche”.

Sul tema è intervenuto anche il ministro del Welfare Enrico Giovannini. ”Non è un dato positivo, è peggiore delle attese ma non cambia le stime dell‘Ocse che vanno da mesi verso un aumento così come quelle di Confindustria“, ha detto il ministro parlando di un appiattimento della recessione nel terzo e quarto trimestre. Certo non è un più zero virgola che risolve i problemi della disoccupazione”.

L‘Ocse prevede per l‘Italia un Pil 2013 a -1,8% e per il 2014 a +0,4%.

Già a metà luglio il direttore del dipartimento di analisi economica del Tesoro, Lorenzo Codogno, aveva definito ragionevole un calo annuo attorno all‘1,9%.

Il ministero entro il mese fornirà le nuove stime che con tutta probabilità, oltre a rivedere al ribasso il -1,3% del Def di aprile, ridurranno la crescita prevista per il 2014 (+1,3%).

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below