12 settembre 2013 / 08:30 / tra 4 anni

PUNTO 2-Bce vede rischi crescenti su rispetto target deficit Italia

* Giovannini dice che governo ha chiari i rischi, lavora per evitarli

* Spread raggiunge massimi da 28 agosto, trader citano quadro macro

* Tesoro colloca tutti i 7,5 miliardi in aste medio lungo a tassi in rialzo (Aggiunge commento Giovannini, risultati aste, aggiorna spread)

di Stefano Bernabei

ROMA, 12 settembre (Reuters) - L‘andamento del fabbisogno del bilancio pubblico in Italia segnala rischi crescenti sulla capacità di centrare l‘obiettivo di disavanzo al 2,9% rispetto al Pil.

Lo dice la Banca centrale europea nel suo Bollettino mensile e il ministro del Welfare Enrico Giovannini replica che il governo ha chiari questi rischi e sta lavorando per evitare che lo sfondamento dei target si concretizzi.

“In Italia, le informazioni preliminari sull‘esecuzione del bilancio dello Stato in base ai dati di cassa fino a luglio 2013 indicano un fabbisogno finanziario cumulato di 51 miliardi di euro (3,3% del Pil), in aumento da quasi 28 miliardi (1,8% del Pil) nello stesso periodo del 2012”, dice la Bce nel Bollettino.

“Il peggioramento, dovuto soprattutto all‘erogazione di sostegno al settore finanziario e al rimborso di arretrati, mette in risalto i rischi crescenti per il conseguimento dell‘obiettivo di disavanzo delle amministrazioni pubbliche nel 2013 (2,9% del Pil)”, aggiunge la Bce.

Parlando a margine di un convegno a Roma Giovannini, ex capo statistico dell‘Ocse, ha detto che è stato lo stesso ministro dell‘Economia Fabrizio Saccomanni a dar voce ad analoghe preoccupazioni da parte del governo italiano, che proprio per questo ha previsto clausole di salvaguardia.

“I rischi sono ben chiari al governo. Ne ha parlato il ministro Saccomanni così come ha parlato dell‘impegno per evitare lo sfondamento del deficit. È una preoccupazione che la Bce condivide con il governo e con il Paese, per questo sono state introdotte delle clausole di salvaguardia sul 2013 e un monitoraggio stretto del ministero dell‘Economia”, ha detto il ministro del Welfare.

Il 2 settembre il Tesoro ha fornito i dati provvisori del fabbisogno, aggiornati ad agosto, che è salito a circa 9,2 miliardi, dai 5,986 miliardi del mese di agosto del 2012.

Il peggioramento, ha spiegato il Tesoro in una nota, “riflette sia la diversa platea dei contribuenti interessati allo slittamento delle scadenze fiscali, sia un‘accelerazione della dinamica dei prelievi delle amministrazione pubbliche, anche in relazione al pagamento dei debiti pregressi”.

Ieri parlando in Confindustria, il ministro dell‘Economia Fabrizio Saccomanni ha confermato gli obiettivi di finanza pubblica e ha escluso qualsiasi ipotesi di rinegoziazione dei target di finanza pubblica dell‘Italia.

LOTTA CONTRO IL TEMPO

“E’ un‘idea priva di futuro la rinegoziazione del percorso di consolidamento”, ha detto il ministro spiegando che la prossima legge di stabilità, attesa entro il 15 ottobre, verrà valutata da Bruxelles non solo con riferimento al tetto sul deficit ma anche alle raccomandazioni di politica economica elaborate dalla Commissione al momento della chiusura della procedura.

“Sono consapevole che le scelte di politica economica fatte finora non le raccomanderei come paradigma di efficienza e perfezione”, ha detto il ministro, “però siamo rimasti sotto il limite di 3% che per me era l‘esigenza principale...L‘intervento congiunturale c‘è stato, è stato forte e continuerà”.

L‘andamento in peggioramento del fabbisogno ha comunque fatto crescere anche tra gli analisti dubbi sulla tenuta dei target previsti.

In un‘analisi dello scorso 4 settembre, Reuters aveva parlato di lotta contro il tempo per il rispetto del target sul deficit/Pil. Il consensus degli economisti si indirizza verso uno sfondamento del 3% di 2/3 decimi di punto con da una parte chi, come Nomisma, vede possibile il contenimento entro il tetto europeo e dall‘altra una banca d‘affari come Citigroup che vede il rapporto ormai più vicino al 4 che al 3%.

Entro settembre il Tesoro aggiornerà i target di finanza pubblica e ci si aspetta un aumento degli obiettivi 2014 per deficit e debito attualmente rispettivamente all‘1,8% e 129%.

I rendimenti dei titoli di Stato italiani hanno superato quelli spagnoli, lo scorso 10 settembre, per la prima volta dal marzo 2012 per le incertezze sulla tenuta del governo di Enrico Letta.

Alle 12,20 lo spread tra Btp e Bund tedeschi a dieci anni ha superato 260 punti base toccando il massimo dal 28 agosto e i trader citano le preccupazioni per il quadro macroeconomico.

Il tasso sul dieci anni italiano scende invece al 4,56%.

Il Tesoro ha collocato stamane l‘importo massimo di 7,5 miliardi di titoli a medio-lungo, su un range di offerta tra 5 e 7,5 miliardi, a rendimenti in rialzo rispetto ai collocamenti precedenti.

- Ha contribuito Francesca Piscioneri

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