Derivati, processo riforma ancora troppo disomogeneo - Coeure

mercoledì 11 settembre 2013 15:46
 

LONDRA, 11 settembre (Reuters) - Il processo di riforma del settore dei derivati, a cinque anni dal crac di Lehman Brothers, è ancora troppo disomogeneo e rischia di causare crisi ancora peggiori.

È l'opinione del membro dell'esecutivo Bce, Benoit Coeure, secondo cui le divergenze tra le varie leggi sulla privacy, gli statuti e la pluralità delle sedi legali di riferimento generano una situazione in cui le autorità di regolamentazione non hanno ancora una fotografia chiara del mercato dei derivati, un mercato non regolamentato da 630.000 miliardi di dollari.

"Allo stato attuale nessuna autorità ha una completa visione dei rischi presenti sul mercato Otc dei derivati o è in grado di esaminare in profondità la ramificazione globale dei derivati" ha affermato Coeure in un discorso pronunciato a Parigi sull'avanzamento della riforma.

La Bce, che assumerà dall'anno prossimo la vigilanza delle maggiori banche della zona euro, detiene anche un ruolo nella supervisione delle casse di compensazione. Dopo il fallimento di Lehman del 2008, le autorità internazionali hanno imposto che le operazioni in swap debbano essere registrate e passare attraverso le clearing house.

Secondo Coeure i rischi non si concentreranno solo nelle 'clearing house' ma anche nelle banche, che agiscono come intermediari tra clienti finali e casse di compensazione, in quanto molti operatori non hanno i requisiti base richiesti per interagire direttamente.

A livello mondiale il trading sugli swap è sostanzialmente in mano ad un gruppo di una quindicina di banche, tra cui Goldman Sachs, Morgan Stanley, Deutsche Bank e Hsbc.

Secondo Coeure, sarà "necessario" controllare i grandi intermediari internazionali, di modo che sia assicurata attenzione agli interessi degli utilizzatori finali dei derivati.

Inoltre, prosegue il banchiere centrale europeo, non c'è stato praticamente alcun progresso nella cooperazione globale tra le autorità di supervisione delle diverse casse di compensazione, e d'altra parte quando una nuova emergenza come la crisi bancaria del 2008-2009 dovesse giungere a dare nuovo impulso al processo, sarebbe ormai troppo tardi.

"Le conseguenze per le controparti centrali sarebbe ancora più devastanti di quanto non si sia visto per il settore bancario" ha detto il banchiere centrale.

Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia