PUNTO 1-Crisi, credo non ci sarà, sarebbe negativa per deficit - Saccomanni

sabato 7 settembre 2013 13:22
 

(Aggiunge altre dichiarazioni Saccomanni)

CERNOBBIO, 7 settembre (Reuters) - Il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, è fiducioso sul superamento delle tensioni in corso all'interno del governo e ritiene che la crisi non ci sarà. In caso contrario ci sarebbero ripercussioni sui titoli di Stato italiani e sul rispetto dei vincoli europei per il deficit/pil.

Parlando a Sky TG 24 e sucessivamente alle agenzie in occasione del workshop Ambrosetti, il ministro ha detto: "Sono fiducioso, penso che la crisi non ci sarà". Poi ha aggiunto: "L'eventualità di una crisi in Italia viene vista con preoccupazione e il primo impatto riguarderebbe i mercati finanziari con un riacutizzarsi dello spread, un aumento dei tassi di interesse, quindi maggiori oneri per gli italiani, un fattore frenante della crescita è il debito pubblico. Le nuove tensioni sul mercato dei titoli di Stato aggraverebbero i problemi di gestione del disavanzo e del limite del 3%".

Il ministro ha poi detto: "Non possiamo permetterci di arrivare alla presidenza europea con una procedura di infrazione, almeno io non ho intenzione di contribuirvi. Sarebbe una perdita di credibilità assolutamente imperdonabile".

Parlando della vicenda Mps, il ministro, che oggi incontrerà il commissario Ue alla Concorrenza Joaquin Almunia, si è limitato a dire: "Credo che le prospettive siano positive, abbiamo fatto un buon lavoro".

SACCOMANNI: TRIM3 STABILE, TRIM4 IN CRESCITA

Saccomanni ha quindi confermato la stima di crescita nel quarto trimestre: "Dopo otto trimestri di crescita negativa, abbiamo la prospettiva di un trimestre attuale di stabilizzazione e di un quarto di crescita, anche se siamo comunque molto lontani se per ripresa intendiamo un ritorno ai livelli pre crisi del 2007".

Infine, sull'ipotesi di riduzione del cuneo fiscale emersa a San pietroburgo nel corso del G20, il ministro dell'Economia ha sottolineato che "l'obiettivo del governo era quello di ridurre le imposte sul lavoro e sulle imprese".   Continua...