July 5, 2013 / 10:24 AM / 4 years ago

Debiti Pa, Tesoro pensa a banche per nuovi rimborsi, Regioni ferme- fonte

5 IN. DI LETTURA

* Tesoro punta sulle cessioni pro solvendo alle banche per altri pagamenti

* Primi problemi, Regioni in ritardo su piano rimborsi

* Entro oggi l'elenco dei debiti delle amministrazioni sul web

di Giuseppe Fonte

ROMA, 5 luglio (Reuters) - Cedere "pro solvendo" alle banche le fatture pendenti per liquidare alle imprese fornitrici della pubblica amministrazione più dei 20 miliardi finora promessi nel 2013.

Secondo una fonte politica è questa la strada che il ministero dell'Economia è orientato a battere in autunno, mentre sembra accumulare già i primi ritardi il processo amministrativo che da questo mese dovrebbe assicurare i primi rimborsi alle imprese.

"Il Tesoro si riserva la facoltà di apporre la garanzia sui crediti ceduti 'pro solvendo' alle banche. Questo eviterà di incidere sui saldi di bilancio", spiega la fonte.

La cessione pro solvendo prevede che l'impresa venda il credito alla banca a un valore scontato, rispondendo però dell'eventuale inadempienza da parte del debitore pubblico. La formula pro soluto mantiene l'onere solo in capo al debitore.

Il sistema pro solvendo ha però il vantaggio di mantenere la natura commerciale del credito che, in base al regime contabile europeo, non va ad incidere sul bilancio.

Il meccanismo a grandi linee è già previsto nelle pieghe del decreto, che dà al Tesoro la facoltà di garantire le banche.

La Cassa depositi e prestiti fornirà una garanzia di secondo livello impegnandosi a comprare dalla banca, in caso di morosità, il credito garantito dallo Stato.

"Il Tesoro negozierà con le banche una convenzione senza concordare soglie predeterminate per l'acquisto dei crediti", spiega la fonte.

Il decreto 35, varato lo scorso aprile e convertito in legge a inizio giugno, ha definito i termini per liquidare alle imprese quasi 40 miliardi in un anno: ai 20 del secondo semestre di quest'anno se ne sommeranno altrettanti nella prima metà del 2014. Il Pdl chiede da giorni di liquidare tutti i 40 miliardi quest'anno.

Percorso a Rilento Per Le Regioni in Disavanzo

Aumentare il plafond dei primi 20 miliardi attraverso l'emissione di nuovo debito "è più difficile", osserva la fonte.

Il Tesoro potrebbe rimborsare solo ulteriori fatture relative a spese correnti, aumentando il debito e senza incidere sul deficit, ma dovrebbe comunque collocare un quantitativo superiore di titoli di Stato nell'ultima parte dell'anno.

Mentre il governo si barcamena per velocizzare i rimborsi, cominciano già a emergere problemi nel processo amministrativo sui primi 20 miliardi. Le difficoltà sembrano concentrarsi soprattutto nel comparto delle Regioni.

Comuni e province in avanzo di cassa hanno già ricevuto il via libera del Tesoro a "sforare" il Patto di stabilità interno.

Più complessa la situazione di Regioni ed enti locali in disavanzo, che si vedranno fornire anticipazioni di cassa dal Tesoro.

Finora il Tesoro ha erogato prestiti pari a circa 3 miliardi, secondo i dati depositati mercoledì alla Camera dal ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni.

Comuni e province hanno ricevuto 1.562 milioni, altri 40 milioni arriveranno a breve.

Non dovrebbe mancare molto neppure per la liquidazione dei circa 500 milioni di debiti accumulati dai ministeri, in base all'articolo 5 del decreto. "Le somme sono state assegnate e sono attualmente in corso di pagamento", spiega il ministero nella documentazione depositata alla Camera.

Più sconfortante la situazione delle Regioni. Solo il Lazio (924 milioni) e il Piemonte (448 milioni) sono al momento passate all'incasso.

Calabria, Campania, Liguria, Marche, Molise, Toscana e Sicilia devono presentare ancora il piano dei pagamenti, passo essenziale per ricevere le anticipazioni di cassa dal Tesoro.

Oggi si comincerà a capire quanto la macchina sia veloce. Il decreto prevede che le amministrazioni debitrici debbano pubblicare entro il 5 luglio l'elenco completo dei debiti relativi ai primi 40 miliardi. I dirigenti che non rispettano le scadenze incorreranno in una sanzione di 100 euro per ogni giorno di ritardo.

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