Cape Live torna a essere contesa, azionariato in fermento

giovedì 4 luglio 2013 17:30
 

MILANO, 4 luglio (Reuters) - Cape Live torna a essere contesa. Risanata dal management guidato da Eugenio Namor, in bonis dopo l'archiviazione del concordato preventivo, l'investment company è finita nel mirino di diversi soggetti, interessati a mettervi le mani sopra.

Evidentemente, è nel destino di Cape Live scatenare appetiti. Fra il 2010 e il 2011, infatti, Atlantis Capital, operatore di private equity focalizzato sulle special situations, si alleò con alcuni azionisti, guidati da Edoardo Rossetti, e sfidò Simone Cimino, creatore e dominus dell'investment company nata per fare da volano agli investimenti di Cape Natixis.

Cimino vinse il braccio di ferro, ma fu una vittoria di Pirro: il manager, uno dei nomi più conosciuti nell'industria del private equity made in Italy, venne coinvolto da indagini della magistratura che lo portarono in carcere per un periodo, e dal commissariamento, da parte di Bankitalia, di Cape Natixis.

Cape Live finì in concordato preventivo e Namor, entrato in Cda in occasione dell'assemblea che sancì la vittoria di Cimino, ne prese le redini, guidando il risanamento, concluso il 15 giugno scorso con l'archiviazione della procedura.

Nel frattempo, complice la conversione di un prestito obbligazionario e un aumento di capitale, l'azionariato di Cape Live è completamente cambiato. E si è fatto avanti chi ha annusato la possibilità di prendere il controllo, con un esborso contenuto, di una società in bonis, con partecipazioni interessanti e quotata a Piazza Affari.

Intervistato da Reuters nel febbraio scorso, l'AD ammetteva che l'aumento, finalizzato a estinguere il convertibile, offriva l'occasione a un soggetto interessato a rilevare il controllo della società.

E così è stato. Ciò che probabilmente Namor non si aspettava è che fosse lui, il risanatore della società, a fare le spese della battaglia per il controllo.

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