4 luglio 2013 / 15:34 / 4 anni fa

Cape Live torna a essere contesa, azionariato in fermento

MILANO, 4 luglio (Reuters) - Cape Live torna a essere contesa. Risanata dal management guidato da Eugenio Namor, in bonis dopo l'archiviazione del concordato preventivo, l'investment company è finita nel mirino di diversi soggetti, interessati a mettervi le mani sopra.

Evidentemente, è nel destino di Cape Live scatenare appetiti. Fra il 2010 e il 2011, infatti, Atlantis Capital, operatore di private equity focalizzato sulle special situations, si alleò con alcuni azionisti, guidati da Edoardo Rossetti, e sfidò Simone Cimino, creatore e dominus dell'investment company nata per fare da volano agli investimenti di Cape Natixis.

Cimino vinse il braccio di ferro, ma fu una vittoria di Pirro: il manager, uno dei nomi più conosciuti nell'industria del private equity made in Italy, venne coinvolto da indagini della magistratura che lo portarono in carcere per un periodo, e dal commissariamento, da parte di Bankitalia, di Cape Natixis.

Cape Live finì in concordato preventivo e Namor, entrato in Cda in occasione dell'assemblea che sancì la vittoria di Cimino, ne prese le redini, guidando il risanamento, concluso il 15 giugno scorso con l'archiviazione della procedura.

Nel frattempo, complice la conversione di un prestito obbligazionario e un aumento di capitale, l'azionariato di Cape Live è completamente cambiato. E si è fatto avanti chi ha annusato la possibilità di prendere il controllo, con un esborso contenuto, di una società in bonis, con partecipazioni interessanti e quotata a Piazza Affari.

Intervistato da Reuters nel febbraio scorso, l'AD ammetteva che l'aumento, finalizzato a estinguere il convertibile, offriva l'occasione a un soggetto interessato a rilevare il controllo della società.

E così è stato. Ciò che probabilmente Namor non si aspettava è che fosse lui, il risanatore della società, a fare le spese della battaglia per il controllo.

PARTNER DI BAIN & CO HA OLTRE 12% CAPITALE

L'attuale azionariato di Cape Live, si legge in un comunicato pubblicato oggi, vede Mep Srl al 23,775%, Duerre Spa al 15,790%, Edoardo Rossetti al 7,737% e Giovanna Pomarelli, attraverso Crossfid Spa, al 4,561%.

Da ieri, secondo quanto comunicato da Consob, Paolo Mevio ha in mano il 12,143% del capitale.

Mevio è il responsabile della practice di private equity di Bain & Company per l'Italia. Contattato da Reuters per avere un commento sul significato dell'investimento, Mevio, dopo aver precisato che l'investimento è "personale", ha spiegato: "C'era una quota in vendita e l'ho comprata. La società quota meno della metà del patrimonio netto e mi è parsa un'opportunità".

Il partner di Bain, dunque, si chiama fuori dalla lotta scatenata da Mep. L'azionista, infatti, il 25 giugno scorso ha guidato la 'rivolta' in assemblea che ha portato alla non approvazione del bilancio al 31 dicembre 2012 e alla revoca dei consiglieri Michele Bargauan e Fulvio Bonelli, di fatto sfiduciando Namor.

Il successivo 2 luglio si è riunito il nuovo Cda, allargato a 13 membri, espressione di una nuova maggioranza, formato, oltre che da Namor, da Umberto Tracanella, Emanuele Carluccio, Alberto Basso, Valter Conca, Monica Bosco, Edoardo Mistretta, Carlo Montella, Stefano Poretti, Enrico Casini, Matteo Gatti, Paolo Prati e Massimo Sapienza.

In quella sede, Tracanella si è dimesso dalla presidenza e Namor ha messo a disposizione le deleghe.

Cape Live, dunque, ora è sostanzialmente senza guida. Toccherà alla maggioranza che si è coagulata attorno a Mep, presumibilmente, indicare il nuovo management. Dietro al primo azionista c'è Equilybra Capital Partners, società di investimento costituita da Matteo Gatti e che vede Paolo Prati fra i soci. Gatti e Prati hanno un passato in Tamburi Investment Partners e, nel dare vita a Equilybra, nel 2008, avevano intrecciato rapporti con Cimino e con la stessa Cape Live, azionista di Equilybra.

Per quanto riguarda gli altri azionisti, Giovanna Pomarelli aveva stretto un patto con Rossetti e con Atlantis all'epoca del braccio di ferro con Cimino. Rossetti, però, secondo indiscrezioni di stampa, figura tra i sottoscrittori di Equilybra.

Mistero, infine, su Duerre Spa. C'è una holding con questo nome che ha sede a Milano, in corso Europa. Secondo una fonte vicina alla materia, "gli azionisti di Duerre sono dei privati, non c'è nulla di arcano".

Non è stato possibile, al momento, avere un commento da Equilybra sulle intenzioni riguardanti Cape Live.

Il titolo Cape Live, attorno alle 17,15, sale del 4%, a 0,0520 euro, ben lontano dai massimi dell'anno, toccati il 4 febbraio scorso a quota 0,0790 euro.

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