3 luglio 2013 / 11:30 / 4 anni fa

RPT-PUNTO 2-Portogallo rischia crisi politica, tassi bond schizzano

LISBONA, 3 luglio (Reuters) - Altri due ministri del governo portoghese sarebbero pronti a dimettersi, acuendo una crisi che rischia di sfociare in elezioni anticipate compromettendo l‘uscita di Lisbona dal programma di salvataggio internazionale prevista per l‘anno prossimo.

Stando alle notizie diffuse dai media locali, i ministri dell‘Agricoltura Assuncao Cristas e della Sicurezza sociale Pedro Mota Soares sono orientati a seguire l‘esempio del leader del partito Cds-Pp di cui fanno parte, Paulo Portas, che ha dato le dimissioni ieri da ministro degli Esteri.

Le dimissioni di quest‘ultimo sono state respinte dal premier Passos Coelho, che ha ribadito la necessità di superare velocemente l‘attuale fase di stallo, assicurando la stabilità politica necessaria a portare avanti le riforme previste dal piano di salvataggio internazionale da 78 miliardi di euro sottoscritto da Lisbona nel 2010 con Unione europea, Banca centrale europea e Fondo monetario internazionale.

Senza l‘appoggio del partito di Portas, il governo di centrodestra sarebbe però privo di una maggioranza parlamentare. Un sintomo dell‘erosione del consenso nei confronti del programma di bailout cui Vitor Gaspar, architetto delle misure di rigore, aveva imputato lunedì la scelta di dimettersi da ministro delle Finanze aprendo, di fatto, la crisi.

Il tutto a pochi giorni settimana dall‘arrivo degli ispettori di Unione europea e Fondo monetario internazionale, chiamati a valutare lo stato dell‘economia e dei conti di Lisbona. La verifica dovrebbe iniziare il 15 luglio ma potrebbe ora essere rimandata.

Per cercare di superare l‘impasse, il presidente Anibal Cavaco Silva ha avviato una serie di incontri con i rappresentanti delle varie forze politiche, che proseguiranno nei prossimi giorni. Il presidente ha il potere di indire elezioni anticipate, ma può svolgere anche una funzione di mediazione.

MERCATI E PARTNER EUROPEI PREOCCUPATI

Intanto, in assenza di una soluzione a portata di mano, sul mercato obbligazionario si è abbattuto un pesante sell-off. Il rendimento del decennale ha superato l‘8%, salendo ai massimi da novembre, di oltre un punto percentuale rispetto a ieri.

A evidenziare l‘aumentata percezione del rischio credito del Paese, il tasso del titoli a due anni è salito ancora più marcatamente, di oltre 2 punti percentuali, al 5,56%, riducendo il divario con la scadenza decennale al punto più basso da giugno 2012.

Male anche la borsa, che ha terminato la seduta con un calo di 5,31 punti percentuali.

Bruxelles non nasconde intanto la propria preoccupazione. “L‘iniziale reazione dei mercati mostra l‘ovvio rischio che la credibilità finanziaria recentemente costruita dal Portogallo possa essere vanificata dall‘instabilità politica” scrive in una nota Jose Manuel Barroso, presidente della Commissione.

Il presidente dell‘Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem ha definito la situazione di Lisbona “preoccupante”, ma si è anche detto fiduciso in merito a una prossima stabilizzazione e al rispetto delle condizioni previste dal piano di bailout.

Fiducia nelle capacità di Lisbona di superare la fase critica rispettando gli impegni è stata espressa anche dalla Germania, per bocca del portavoce del cancelliere Angela Merkel.

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