Egitto, Morsi: resterò al mio posto a costo della vita

mercoledì 3 luglio 2013 08:16
 

CAIRO, 3 luglio (Reuters) - Il presidente egiziano Mohamed Morsi vuole restare al suo posto a costo della vita mentre sta per scadere l'ultimatum di 48 ore lanciato dalle forze armate prima di quello che potrebbe essere un colpo di stato militare per defenestrarlo e mettere fine alle proteste che hanno invaso le piazze del Paese contro il governo islamista.

I capi delle forze armate, in un comunicato intitolato "le ore finali", si dicono pronti a dare battaglia e disposti a uno spargimento di sangue contro "terroristi e folli" dopo il rifiuto di Morsi di dimettersi.

Il presidente ha replicato: "Il prezzo che sono disposto a pagare per mantenere la legittimità [del mio ruolo] è la vita".

Fonti dell'esercito hanno riferito a Reuters che i militari hanno intenzione di estromettere Morsi e sospendere la costituzione subito dopo la scadenza dell'ultimatum, che scatterà alle 17 (ora locale). L'intenzione è quella di mettere alla guida del Paese un consiglio che guidi ad interim il Paese fino a nuove elezioni.

Morsi, che si è rivolto al popolo egiziano parlando in tv quando a Cairo era mezzanotte, ha difeso la "legittimità" del suo ruolo.

I capi delle forze armate gli hanno replicato su Facebook dicendo che anche loro, come il presidente, sono disposti a sacrificare la vita per difendere il popolo egiziano "dai terroristi, radicali o folli".

Nella notte Morsi ha anche ricevuto una telefonata del presidente Usa, Barack Obama, secondo il quale è necessario il dialogo con gli oppositori.

Morsi per ora resiste alle pressioni e su Twitter dice che rifiuterà qualunque diktat "sia interno che proveniente dall'estero".

Intanto proseguono gli scontri che, secondo la tv di Stato, hanno provocato nella notte la morte di 16 persone, circa 200 i feriti.

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