PUNTO 3-Derivati, nessun rischio per conti pubblici - Tesoro

mercoledì 26 giugno 2013 19:52
 

* Ft e Repubblica hanno scritto oggi di perdita potenziale di 8 mld

* Secca smentita di Tesoro e Saccomanni: nessuna perdita, è un malinteso

* La procura di Roma apre un fascicolo, anche su aggiotaggio (Aggiunge Boccia in coda)

ROMA, 26 giugno (Reuters) - Il ministero dell'Economia esclude conseguenze per i conti pubblici legate alle operazioni con i derivati, minimizzando quanto scrivono oggi Repubblica e Financial Times, che parlano di perdite potenziali pari a 8 miliardi su una serie di contratti ristrutturati nel 2012.

"C'è un grande malinteso: non c'è nessuna perdita. C'è stato un normale controllo della Corte dei conti. Non c'è nessun aggravio per i conti pubblici", ha detto il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi.

Poco prima un lungo comunicato del Tesoro aveva definito "priva di ogni fondamento" l'ipotesi, citata dai due quotidiani, che l'Italia abbia utilizzato i derivati per rispettare i parametri necessari all'entrata nell'euro, a fine anni Novanta.

La Corte dei Conti, da parte sua, nega in una nota di avere fatto "quantificazioni sulle possibili perdite" connesse alla rinegoziazione dei contratti.

Nel frattempo la procura di Roma ha aperto un fascicolo. Secondo fonti giudiziarie il procuratore aggiunto, Nello Rossi, vuole verificare i riflessi che la notizia può avere sulle quotazioni dei titoli di Stato (aggiotaggio) e capire dove siano stati collocati i derivati.

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