Ue, da Italia 4 mld a fondo convergenza, ma migliori utilizzo-Bankitalia

martedì 25 giugno 2013 14:45
 

ROMA, 25 giugno (Reuters) - L'Italia potrebbe contribuire al fondo europeo per il sostegno delle riforme strutturali con 4 miliardi di euro ipotizzando una dote di 25 miliardi, pari alla metà dei fondi strutturali nel periodo 2003-2013, ma deve imparare ad utilizzare meglio tali fondi visto che al momento siamo il terzultimo Paese della Ue nella capacità di utilizzo.

A fornire la stima è la Banca d'Italia commentando la proposta della Commission europea "Toward a deep and genuine economic and monetary union. The introduction of a convergence and competitiveness instruments".

"Il nostro Paese sarà verosimilmente tra i principali contribuenti allo strumento di convergenza e di competitività. L'entità dell'impegno finanziario resta da precisare. A titolo esemplificativo, per un fondo dell'ordine di 25 miliardi, la metà dell'importo annuo dei fondi strutturali nel periodo 2007-2013, il contributo dell'Italia potrebbe ammontare a circa 4 miliardi", spiega nel corso di un'audizione alla Camera Luigi Federico Signorini, vice direttore generale della Banca d'Italia.

L'esecutivo comunitario suggerisce di istituire un fondo per sostenere l'impegno di uno Stato membro a fare riforme per correggere situazioni potenzialmente negative per altri Paesi.

La Banca d'Italia sottolinea la necessità di usare le risorse oltre che contribuire al fondo.

"La possibilità di trarne vantaggio dipenderà dalla qualità della nostra amministrazione. Non siamo tra i Paesi che hanno sfruttato al meglio strumenti analoghi", dice Signorini ricordando che a fine 2012 l'Italia aveva speso il 31,5% dei fondi strutturali erogati dall'Europa e siamo terzultimi nella classifica dei Paesi della Ue nella capacità di utilizzo di tali fondi.

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