June 19, 2013 / 1:58 PM / 4 years ago

PUNTO 2-Telecom, Bernabè auspica accordo con Agcom fine 2013/inizio 2014

4 IN. DI LETTURA

(Aggiunge altre dichiarazioni di Bernabè)

ROMA, 19 giugno (Reuters) - I vertici di Telecom Italia vorrebbero attivare la nuova società della rete - convenzionalmente chiamata Opac - agli inizi del 2014.

Lo ha detto il presidente del gruppo telefonico, Franco Bernabè, nel corso di un'audizione al Senato.

"Il nostro auspicio è che l'iter regolamentare possa concludersi entro fine 2013/inizio 2014, in modo da poter poi avviare tempestivamente l'operatività della nuova società", ha detto il manager.

Aspettando Prezzi Affitto Rete Accesso

Bernabè ha anche spiegato che "in questa fase l'assenza di informazioni relative, in particolare allo stato patrimoniale e al conto economico 'proforma' della nuova società, è motivata dal fatto che l'operazione risulta fortemente condizionata, anche nelle sue componenti economico-finanziarie, dalle determinazioni che verranno adottate dall'Autorità, con riferimento ai prezzi di affitto della rete di accesso, in base alle linee direttrici della 'raccomandazione Kroes'".

Il progetto prevede, ha detto il presidente della compagnia telefonica, "la separazione dell'attuale Telecom Italia in due società: da un lato, la nuova società dell'accesso (Opac), che fornirà a tutti gli operatori, inclusa TI ServiceCo, i servizi infrastrutturali "passivi" delle reti fisse in rame e fibra, in regime di piena equivalenza; dall'altro, TI ServiceCo, che, acquistando servizi all'ingrosso da Opac, fornirà servizi retail, nonché i restanti servizi all'ingrosso di rete fissa, oltre ai servizi mobili".

Il Primo Perimetro

In Opac ha detto ancora il manager "confluiranno quelle risorse di rete che gli economisti definiscono bottlenecks, ossia quelle infrastrutture dell'accesso che costituiscono una 'strozzatura' del mercato, in quanto la loro duplicazione non risulta economicamente efficiente o tecnicamente realizzabile nel breve-medio termine".

Secondo Bernabè, Opac in base alle prime stime "avrà circa 22.000 dipendenti e una quota del debito organico sostenibile, alla luce di un piano di investimenti previsto in accelerazione e del ritorno atteso dagli investitori".

Il perimetro di Opac comprenderà attività e risorse relative allo sviluppo e alla gestione della rete di accesso passiva, sia in rame sia in fibra: cavidotti (575.000 Km cavo) e palificazioni (8,8 milioni) locali; doppini in rame, borchia di utente (33,6 milioni), centrali (10.500) armadi ripartilinea (pari a 151.000); fibra ottica 'passiva' in accesso (pari a 724.000 Km fibra). Inoltre, passeranno alla nuova società, gli apparati elettronici collocati negli armadi per la fornitura di connessioni in fibra fino all'armadio e in centrale per la fornitura di connessioni in fibra fino alle case.

I Ritardi Dell'italia

Bernabè ha spiegato che fra le ragioni che hanno spinto verso la scelta di separare la rete è l'eccesso di pressioni che si sono determinate su Telecom a causa della scarsa infrastrutturazione italiana.

Una scarsità che il presidente della compagnia telefonica ha fatto risalire ad una scelta del legislatore italiano che "ha storicamente favorito lo sviluppo della televisione terrestre a scapito di quella via cavo alla cui diffusione, sin dall'inizio degli anni '70, furono introdotti forti vincoli normativi" impedendo che il medesimo cavo fosse utilizzabile da più operatori".

Questa eredità del passato, ha continuato, "si è riflessa, con risvolti negativi, sullo sviluppo delle reti e dei servizi a banda ultralarga in Italia. Perchè come evidenziato dalla Commissione europea, il cavo coassiale è di gran lunga la tecnologia più diffusa tra quelle utilizzate per le reti di nuova generazione, con quasi i 2/3 delle attuali connessioni a banda ultralarga della Ue ed una 'copertura' media delle unità immobiliari negli Stati membri pari a circa il 47%".

(Alberto Sisto)

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