18 giugno 2013 / 13:43 / 4 anni fa

PUNTO 2-Lavoro, Letta ottimista su golden rule, ma non a giugno

* In bozza conclusioni vertice di fine giugno impegni generici

* Verso slittamento Consiglio ministri su lavoro a lunedì - fonte

* Taglio cuneo non prima di fine anno, ora solo credito imposta (cambia titolo e lead, accorpa pezzi)

di Francesca Piscioneri

ROMA, 18 giugno (Reuters) - Roma supererà lo scetticismo tedesco e riuscirà a strappare all‘Europa la golden rule, liberando dai vincoli di bilancio le spese produttive, comprese quelle per risollevare l‘asfittico mercato del lavoro italiano.

La ventata di ottimismo arriva dal presidente del Consiglio Enrico Letta, reduce dal suo primo G8, che però avverte: il via libera alla regola aurea non arriverà al summit Ue di giugno, ma solo successivamente.

Per questo, al Consiglio dei ministri che varerà il pacchetto lavoro - e che dovrebbe slittare a lunedì prossimo - sul piatto ci saranno misure a costo zero e il credito d‘imposta per le imprese che assumono giovani, mentre per il taglio del cuneo fiscale bisognerà aspettare che Bruxelles allenti i cordoni della borsa.

Secondo il ministro del Welfare, Enrico Giovannini, di taglio delle tasse sul lavoro non si parlerà prima della legge di stabilità di fine anno.

“Non abbiamo parlato di questi temi e non è tema per il prossimo Consiglio Ue, ma sono convinto che ci saranno soluzioni positive [in Europa] sia tecnicamente che politicamente”, ha risposto Letta nella conferenza stampa conclusiva del G8 in Irlanda del Nord a chi chiedeva cosa succederà se la golden rule fosse respinta.

La golden rule consente lo scorporo delle spese per investimenti produttivi dal computo del deficit/Pil, che deve restare sotto il 3%.

L‘Italia vuole chiedere a Bruxelles di dedurre dal deficit la quota nazionale di investimenti cofinanziati dall‘Europa che, secondo il ministro dell‘Economia, Fabrizio Saccomanni, ammontano a 10-12 miliardi fino al 2015.

L‘idea è di utilizzare tali risorse, tra l‘altro, per ridurre il cuneo contributivo sui giovani neo-assunti e mettere a punto un credito di imposta per le assunzioni di personale laureato o con alte qualifiche.

La Germania fino a venerdì scorso ha ribadito la necessità di rispettare il Trattato di Maastricht ma, secondo il vice ministro all‘Economia, Stefano Fassina, la richiesta italiana non costituisce una deroga al patto. ž

Letta interpreta come un segnale positivo anche la menzione sul tema della disoccupazione giovanile contenuta nel comunicato finale del G8.

“Questa cosa ci rafforza per il summit Ue del 27 e 28 giugno a Bruxellles e per la riunione di Berlino del 3 luglio”, ha detto il premier sottolineando l‘importanza che anche il presidente Usa, Barack Obama, veda il tema del lavoro dei giovani come una priorità.

“L‘argomento oggi è in rampa di lancio, ora bisogna che si concretizzi la cosa in modo significativo”.

TROPPE ASPETTATIVE DA ITALIA PER SUMMIT DI FINE GIUGNO?

Non c‘è però da aspettarsi misure concrete dalla riunione, almeno a leggere la bozza delle conclusioni circolata oggi nella quale si dice genericamente che “combattere la disoccupazione giovanile è una priorità precisa e immediata considerando il numero inaccettabile di giovani europei senza occupazione”.

L‘Italia, con un tasso di disoccupazione degli under25 vicino al 40%, è superata solo da Grecia e Spagna, ben lontana dal 7% circa di Germania e Austria.

Nel draft, il Consiglio Ue sollecita gli Stati membri a ridurre le tasse sul lavoro e ad applicare le raccomandazioni dello ‘Youth Guarantee’, secondo il quale i giovani devono trovare un lavoro o ricevere una formazione entro quattro mesi dall‘ultimo incarico.

La bozza, che tuttavia potrebbe subire ulteriori modifiche, non accenna alla possibilità di utilizzare prima del 2014 i fondi per la Youth Guarantee, caldeggiata invece dall‘Italia. Si tratta in tutto di 6 miliardi, di cui a Roma spetta circa mezzo miliardo.

Ci si limita ad auspicare che “l‘Iniziativa per l‘occupazione dei giovani sia pienamente operativa entro gennaio 2014”, a partire dai paesi con un tasso di disoccupazione giovanile sopra il 25%.

Il governo vuole arrivare al vertice con un pacchetto di norme che preveda di azzerare lo stacco tra i contratti a termine per i giovani e di ridurre quello per gli altri. Si tornerà alla situazione ex ante riforma Fornero, quando tra due contratti a termine di 6 mesi dovevano passare 10 giorni (60 secondo l‘attuale legge) e tra due contratti oltre i 6 mesi 20 giorni (oggi 90).

Le regole per l‘apprendistato saranno poi uniformate per evitare discrepanze nella formazione tra le diverse Regioni.

Per incentivare le assunzioni, per ora, si pensa al credito di imposta fino a quando la crisi continuerà a mordere, almeno sino a fine 2015.

Secondo il titolare della Coesione territoriale, Carlo Trigilia, il governo potrebbe avere a disposizione 1 miliardo da destinare agli incentivi per l‘occupazione dalla riprogrammazione di una parte dei fondi strutturali europei non ancora spesi basata sulla riduzione del cofinanziamento nazionale.

Finora la maggior parte dei progetti viene cofinanziata al 50% da Ue e Italia.

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