18 giugno 2013 / 12:13 / tra 4 anni

Consiglio ministri su lavoro potrebbe slittare a lunedì - fonte

ROMA, 18 giugno (Reuters) - Il Consiglio dei ministri sul pacchetto lavoro previsto per venerdì potrebbe slittare all‘inizio della prossima settimana, probabilmente lunedì.

Lo riferisce una fonte governativa spiegando che i ministri competenti stanno lavorando per l‘annunciata riunione di venerdì ma non hanno ancora messo a punto le misure che comunque saranno approvate prima del summit Ue di fine giugno che avrà come focus i problemi dell‘occupazione, in particolare quella giovanile.

“Il Consiglio dei ministri potrebbe slittare alla prossima settimana, penso lunedì”, ha riferito la fonte precisando che il pacchetto non conterrà comunque al momento il taglio al cuneo fiscale sollecitato ieri anche da Confindustria.

Si tratta di una misura costosa per la quale si cercano ancora le coperture e lo stesso ministro del Welfare, Enrico Giovannini, ha detto che l‘intervento sarà possibile entro l‘anno per le imprese che assumono giovani nell‘ambito della Legge di stabilità.

Sicuro, invece, un intervento sui contratti a termine e sull‘apprendistato.

Il governo pensa ad azzerare lo stacco tra i contratti a termine per i giovani, come annunciato la scorsa settimana da Giovannini, e a ridurre quello per gli altri. Si dovrebbe tornare alla situazione ex ante riforma Fornero quando tra due contratti a termine di 6 mesi dovevano passare 10 giorni (60 secondo l‘attuale legge) e tra due oltre i 6 mesi 20 giorni (oggi 90).

Le regole per l‘apprendistato saranno poi uniformate per evitare discrepanze nella formazione tra le diverse Regioni.

Per incentivare le assunzioni per ora si pensa al credito di imposta fino a quando la crisi continuerà a mordere, almeno sino a fine 2015.

Cruciale per il ministro dare una scossa al sistema approfittando anche dell‘occasione offerta dall‘expo di Milano del 2015.

Secondo il ministro della Coesione territoriale, Carlo Trigilia, il governo potrebbe avere a disposizione 1 miliardo da destinare agli incentivi per l‘occupazione dalla riprogrammazione di una parte dei fondi strutturali europei non ancora spesi basata sulla riduzione del cofinanziamento nazionale.

Finora la maggior parte dei progetti viene cofinanziata al 50% da Ue e Italia.

(Francesca Piscioneri)

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