17 giugno 2013 / 14:28 / 4 anni fa

Fisco, Ue chiede a Svizzera di porre fine a segreto bancario

BERNA, 17 giugno (Reuters) - Incontrando il ministro delle Finanze svizzero Eveline Widmer-Schlumpf, il commissario europeo alla Fiscalità Algirdas Semeta ha invitato Berna a muoversi verso una maggiore condivisione delle informazioni relative ai titolari degli attivi nelle banche elvetiche, nell‘intento di combattere l‘evasione fiscale.

“Oggi in ogni parte del mondo è ampiamente accettato che l‘era del segreto bancario è finita”, ha detto Semeta nel corso della conferenza stampa successiva ai colloqui.

“La Svizzera può guadagnare da un forte accordo fiscale complessivo con l‘Unione europea, che abbia al centro lo scambio automatico di informazioni. Sarebbe un chiaro segnale di fair-play”, ha aggiunto.

La Svizzera, che è il principale centro finanziario off-shore del mondo, con un patrimonio gestito di 2.000 miliardi di dollari, sta subendo forti pressioni da Stati Uniti e Unione europea, perchè ponga fine al segreto bancario.

I ministri delle Finanze della zona euro il mese scorso hanno incaricato la Commissione europea di avviare negoziati formali con Svizzera, Liechtenstein, San Marino, Andorra e Monaco per ampliare il novero delle informazioni che le banche devono condividere con le autorità fiscali.

Widmer-Schlumpf ha spiegato che il governo svizzero sarà in grado di avviare formalmente i negoziati con l‘Ue in autunno e spingerà in sede Ocse perchè gli standard sullo scambio d‘informazioni siano accettati a livello mondiale.

“Per la Svizzera è importante continuare a impegnarsi per trovare un campo comune, non solo con l‘Europa, ma oltre l‘Europa”, ha detto Widmer-Schlumpf.

La scorsa settimana una commissione governativa svizzera si è espressa per la condivisione delle informazioni sui titolari esteri dei depositi bancari con l‘Ue, anche prima della definizione di uno standard globale sullo scambio di informazioni, in cambio della garanzia del miglioramento dell‘accesso delle banche elevetiche nel mercato europeo.

Una richiesta che è stata accennata da Widmer-Schlumpf, ma che Semeta ha prontamente respinto.

“Il mandato è molto chiaro. Il progresso dei negoziati non è legato a nessun tema specifico”, ha affermato il commissario Ue.

La Svizzera accusa l‘Unione europea di essere protezionista e di frammentare il mercato globale, con nuove regole ritenute penalizzanti per i Paesi fuori dal blocco, compresa la bozza della direttiva Mifid, che impone obblighi stringenti sulle società di Paesi extra-Ue che vogliano insediarsi e fare business in Europa.

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