17 giugno 2013 / 14:43 / 4 anni fa

PUNTO 3-Italia sfori tetto 3% deficit per Iva e Imu-Berlusconi

* Fonte Chigi: Governo resta impegnato a rispetto target deficit Ue

* Fassina: no deroghe per Italia ma cambio rotta per zona euro

* Rehn: deficit/Pil sotto 3% e attuazione riforme essenziali per ripresa (Aggiunge dichiarazioni Rehn e Fassina)

di Ilaria Polleschi

PONTIDA, Bergamo, 17 giugno (Reuters) - Il governo di Enrico Letta dovrebbe chiedere all‘Unione europea di poter sforare il tetto del 3% nel rapporto deficit/Pil per evitare l‘aumento dell‘Iva e togliere l‘Imu sulla prima casa.

A ribadire la richiesta di deroghe alla disciplina di bilancio europea è il leader del Pdl, Silvio Berlusconi, sostenendo che la violazione non avrebbe conseguenze perché l‘Italia è uno dei principali contributori Ue.

Immediata la reazione del governo che, attraverso una fonte, replica che l‘Italia resta impegnata a rispettare gli obiettivi europei sull‘indebitamento, una scelta peraltro auspicata nuovamente oggi dal commissario agli Affari economici e monetari Ue Olli Rehn.

Nemmeno il vice ministro del Tesoro Stefano Fassina, noto per le sue posizioni anti rigoriste, vuole essere accomunato alla posizione dell‘ex premier. Per l‘esponente del Pd non bisogna chiedere una deroga per l‘Italia ma un cambio di rotta per tutti i paesi dell‘area euro.

“Il governo cerca 8 miliardi ma in quale azienda non si possono ridurre i costi dell‘1%? È inaccettabile che non si riescano a trovare questi fondi”, dice Berlusconi inaugurando una casa di cura a Pontida insieme con il presidente leghista delle Regione Lombardia, Roberto Maroni.

“Si dice che l‘Unione europea non lo consente perché superiamo il 3% del debito. Andiamo sopra il Patto fiscale, il Fiscal compact e il debito. Bisogna che qualcuno nel governo abbia il coraggio e l‘autorità di andare a Bruxelles e di dire a quei signori ‘noi siamo in queste condizioni perché ci avete cacciato voi con la vostra dannata politica di austerità’. Dobbiamo rimettere a posto le cose, da qui in avanti il limite del 3% del Fiscal compact ve lo potete dimenticare”, ha aggiunto ritenendo che un aumento dell‘Iva servirebbe solo a comprimere i consumi e che l‘Imu sulla prima casa debba essere abolita.

Quando parla di 3% Berlusconi si riferisce all‘indebitamento sul Pil e non al debito.

“La nostra posizione è quella nota, ribadita anche sabato a Roma con [il presidente della Commissione Ue Josè Manuel] Barroso: intendiamo rispettare gli impegni assunti con l‘Europa”, riferisce una fonte di Palazzo Chigi mentre Letta è impegnato nella prima giornata del G8 in Irlanda del Nord.

ITALIA GRANDE CONTRIBUTORE, UE NON CI CACCERA’

“Ci volete mandare fuori dalla moneta unica? Fatelo. Ci volete mandare fuori dall‘Ue? Ma no, vi ricordiamo che noi versiamo 18 miliardi all‘anno e ce ne ridate indietro solo 10. Ma chi mai ci manda fuori dall‘una e dell‘altra parte? Bisogna che chi va su non batta i tacchi davanti alle autorità di Bruxelles”, ha rincarato la dose l‘ex premier di centrodestra parlando in uno dei luoghi simbolicamente più importanti per il Carroccio, che fino all‘insediamento del governo di Mario Monti è stato alleato di governo del Cavaliere per circa 20 anni.

Appena insediato il governo ha confermato l‘impegno a mantenere il deficit entro il 2,9% del Pil nel 2013 per non compromettere l‘uscita dalla procedura per deficit eccessivo decisa dalla Commissione europea il 29 maggio.

Parlando oggi durante un‘audizione al parlamento europeo, il commissario Ue agli Affari economici Rehn, ha detto che l‘Italia ha attuato “un grande sforzo negli ultimi due anni”, ma ha ribadito che è “cruciale che prosegua con le riforme strutturali mentre il pagamento dei debiti verso la Pubblica amministrazione consentirà che ci sia liquidità a sostegno dell‘economia”.

Fassina, al telefono con Reuters, ha commentato: “Non sono d‘accordo con Berlusconi. Non dobbiamo chiedere deroghe per l‘Italia. Dobbiamo proporre un cambio di rotta della politica economica per l‘insieme dell‘eurozona”.

Il vice ministro è favorevole ad adottare a livello europeo una sorta di golden rule per scorporare gli investimenti produttivi dal computo del deficit.

“Soprattutto Berlusconi dovrebbe ricordare che ha firmato lui il six-pack, le direttive che sono state poi trasformate nel fiscal compact, ed è stato lui che ha impegnato l‘Italia al pareggio di bilancio”, ha aggiunto Fassina.

Berlusconi ha lamentato anche il fatto che i paesi dell‘area euro abbiano ceduto alla Bce il compito di stampare moneta. “Non abbiamo più la sovranità nella stampa [della moneta] mentre in certi momenti occorre un incremento della liquidità, anche se porta a 4-5 punti di inflazione che sono comunque un lievito per la crescita”.

Sull‘emergenza occupazione, indicata dall‘esecutivo Letta come priorità, il Cavaliere ha detto che “non è il governo che può creare lavoro, neanche il presidente della Regione Lombardia, il lavoro lo possono creare solo gli imprenditori, una volta definiti capitani coraggiosi, ora eroi che credono nel futuro”.

--hanno collaborato Giselda Vagnoni e Roberto Landucci da Roma

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