Fisco, lotta evasione non può essere allentata - Saccomanni

lunedì 17 giugno 2013 11:55
 

ROMA, 17 giugno (Reuters) - La lotta all'evasione fiscale non può essere allentata, ma nel "decreto del fare" approvato sabato scorso il governo ha tenuto conto dei contribuenti in difficoltà attenuando le procedure di riscossione coattiva dei tributi.

Lo ha detto oggi il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, intervenendo alla chiusura dell'anno accademico della Scuola di polizia tributaria della Guardia di Finanza.

"In una fase in cui perdura l'esigenza di risanamento delle finanze pubbliche, la lotta all'evasione fiscale non può essere assolutamente allentata. Ma essa può e deve tenere conto delle esigenze dei contribuenti in difficolta'", ha detto il ministro.

"Ed è in tale senso che vanno interpretate le misure adottate con il 'decreto del fare', in linea con le raccomandazioni espresse all'unanimità dalla commissione Finanze della Camera. Esse mirano ad attenuare l'incisività, per imprese e individui, delle procedure di riscossione coattiva: maggiore flessibilità nelle rateazioni, maggiore cautela nell'azione esecutiva nei casi più meritevoli di attenzione".

Il decreto estende a 120 da 72 rate la dilazione dei pagamenti per l'estinzione del debito fiscale e aumenta da 2 a 8, anche non consecutive, il numero di rate non pagate che determinano la decadenza dell'accordo di rateizzazione è aumentato. Inoltre, se l'unico immobile di proprietà del debitore è adibito ad abitazione principale, non può essere pignorato, ad eccezione dei casi in cui l'immobile sia di lusso o comunque classificato nelle categorie catastali A/8 e A/9 (ville e castelli).

Saccomanni prosegue dicendo che la lotta all'evasione fiscale ha sempre più bisogno di risposte a livello internazionale.

"Affinché la lotta all'evasione e all'elusione fiscale sia efficace nell'economia globalizzata, essa non può limitarsi alle misure domestiche di contrasto unilaterali; si rendono necessarie risposte coordinate a livello internazionale", ha detto l'ex direttore generale della Banca d'Italia.

"L'ampia diffusione di strumenti che consentono l'agevole trasferimento internazionale di attività finanziarie, attraverso sistemi finanziari informatizzati, rende l'utilizzo del canale estero ai fini dell'evasione un'opzione percorribile da una platea di contribuenti molto più ampia rispetto al passato".

(Antonella Cinelli)

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