13 giugno 2013 / 13:47 / 4 anni fa

PUNTO 1 -Immobili, peso fisco è basso anche con Imu - Bankitalia

(Aggiunge altre dichiarazioni Buoncompagni e Momigliano)

ROMA, 13 giugno (Reuters) - In Italia l‘incidenza delle imposte immobiliari sul totale delle entrate tributarie è “su valori relativamente bassi” anche tenendo conto dell‘Imu.

Lo dice la Banca d‘Italia aggiungendo che “l‘Imu presenta alcuni aspetti di maggiore progressività” nel confronto con l‘Ici prelevata sull‘abitazione principale.

Intervenendo in Senato, Alessandro Buoncompagni (Servizio rapporti fiscali) e Sandro Momigliano (Servizio studi di struttura economica e finanziaria) dicono che nei Paesi europei la tassazione degli immobili “riveste un ruolo di rilievo per i governi locali, in particolare attraverso imposte ricorrenti”.

“Queste ultime sono presenti in 26 dei 27 Stati membri e sono prelevate anche sull‘abitazione principale. La reintroduzione dell‘imposta su questo cespite ha quindi allineato il sistema fiscale italiano a quello degli altri Paesi europei”.

I tecnici di Via Nazionale ribadiscono l‘importanza di riformare il catasto perché “lo scostamento fra valori di mercato e valori catastali tende a favorire i contribuenti più ricchi”.

“Il completamento delle diverse fasi del processo di revisione potrebbe richiedere tempi abbastanza lunghi, recentemente stimati nell‘ordine di un quinquennio. In attesa che le nuove rendite si rendano disponibili, potrebbe essere opportuno trovare meccanismi che attenuino disparità di trattamento ingiustificate”, dice Bankitalia.

L‘architettura dell‘Imu si mostra debole anche per il sovrapporsi dei poteri di prelievo su più livelli.

“Le interferenze fra politica tributaria nazionale e la fiscalità locale rendono il prelievo opaco per il contribuente”, dicono Buoncompagni e Momigliano condividendo l‘ipotesi di destinare ai comuni “l‘intero gettito Imu”.

Non convince i tecnici di Via Nazionale neppure il prelievo sui trasferimenti immobiliari, che da proporzionale al valore delle transazioni “andrebbe, ove possibile, ricondotto alla forma di tassa fissa”.

“Un‘eventuale riduzione del prelievo sui trasferimenti potrebbe realizzarsi mediante l‘estensione a tutti gli immobili del sistema di detrazione delle imposte pagate su trasferimenti precedenti, già previsto per le ‘prime case’. Tale intervento potrebbe incentivare, per determinate tipologie di transazioni, l‘emersione dei valori effettivi di compravendita”.

Altro nodo dolente è l‘Imu sui capannoni industriali, che ha prodotto “un forte aggravio fiscale a causa dell‘incremento dei moltiplicatori”.

Bankitalia promuove la possibilità “di attenuare l‘imposizione sulla proprietà immobiliare delle imprese”, ma aggiunge che abbassare l‘aliquota Ires “potrebbe determinare un maggiore incentivo all‘attività economica”.

Per quanto l‘Imu sulle imprese possa essere iniqua, Buoncompagni e Momigliano sottolineano infatti che “l‘imposizione sul patrimonio immobiliare si presta meno facilmente di altri tributi all‘evasione”.

Un‘ulteriore possibilità, secondo quanto ha annunciato il governo, è rendere l‘Imu sui capannoni deducibile dal reddito d‘impresa. Secondo Bankitalia, questo intervento “ha il pregio di favorire le imprese che non occultano i loro redditi ed è in linea con quanto avviene nei principali Paesi europei”.

(Giuseppe Fonte)

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