11 giugno 2013 / 09:44 / tra 4 anni

PUNTO 1 - Governo prepara "decreto del fare" per Consiglio Ue

(Aggiunge dettagli, dichiarazioni, accorpa storie)

ROMA, 11 giugno (Reuters) - Il governo sta mettendo a punto, con i suggerimenti dei partiti di maggioranza, un “decreto del fare”, con misure sulle semplificazioni e sul lavoro per i giovani, con cui presentarsi al Consiglio europeo di fine mese, mentre invece sull‘Iva non è stata assunta ancora alcuna decisione.

Lo ha detto il ministro dei Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini al termine di un vertice a Palazzo Chigi tra esecutivo e maggioranza, a cui hanno partecipato anche il premier Enrico Letta, il vice Angelino Alfano e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Filippo Patroni Griffi.

Molte misure saranno sostanzialmente a costo zero, data la scarsità di fondi a disposizione, ha avvertito il ministro dello Sviluppo Flavio Zanonanto.

“Abbiamo fatto un ragionamento su delle misure che dovranno essere oggetto di provvedimenti del governo, in parte disegni di legge in parte un ‘decreto del fare’, che consenta al governo italiano di presentarsi al Consiglio europeo del 27-28 (giugno)con una serie di misure, soprattutto in materia di semplificazione, di lavoro, in materia fiscale, di piccole e medie imprese...”, ha detto Franceschini uscendo da Palazzo Chigi.

Il governo italiano si è impegnato con la Ue a portare al vertice di Bruxelles, dedicato al rilancio dell‘occupazione, misure concrete che aiutino soprattutto i giovani.

Ma parlando a margine dell‘assemblea di Confartigiano, il ministro Zanonato ha spiegato comunque che le risorse per aiutare le imprese a superare la crisi sono scarse: “Ridurre la spesa e rimodulare le entrate sono gli interventi. Cercheremo di fare il possibile per dare una mano a trovare una soluzione, ma la cosa non è così semplice. Siamo in una situazione complicata dovuta al fatto che non ci sono risorse e quindi dobbiamo operare in modo tale da attivare tutti i meccanismi a costo zero che siano idonei per le imprese”.

Da parte sua, il ministro Franceschini ha aggiunto che i gruppi parlamentari della maggioranza proporranno alcune misure da inserire nei provvedimenti.

Per quanto riguarda l‘aliquota ordinaria dell‘Iva, che dal primo luglio aumenterà dal 21% al 22% in mancanza di interventi, Franceschini si è limitato a dire: “Ci sono due scadenze... c‘è una scadenza fissata dal Parlamento che prevede che si intervenga sull‘Imu entro il 31 agosto e c‘è una scadenza più ravvicinata per cui serve una decisione sull‘Iva entro il 30 giugno: ci lavoreremo. È presto per dare delle risposte, perché servono risorse”.

Evitare l‘aumento dell‘Iva richiede 2 miliardi nel 2013 e 4 miliardi l‘anno dal 2014. Finora il governo si è mosso sull‘ipotesi di rinviare di sei mesi l‘incremento, e comunque modulare in modo diverso l‘aumento secondo i settori, anche se sia il Pdl che il Pd premono per un congelamento secco.

Il capogruppo del Pdl alla Camera, Renato Brunetta, confermando che non ci sono ancora decisioni in merito, ha definito “negativo” un semplice rinvio dell‘aumento Iva.

Il vertice odierno ha anche confermato l‘iter delle riforme istituzionali avviato nei giorni scorsi, ha detto Franceschini, con “l‘impegno a correre sull‘approvazione del disegno di legge costituzionale sul percorso delle riforme... per fissare la tabella di marcia che il Parlamento si è dato bisogna che la prima lettura di Camera e Senato avvenga entro luglio”.

(Massimiliano Di Giorgio e Alberto Sisto)

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