June 10, 2013 / 1:53 PM / 4 years ago

PUNTO 3-Italia, Pil trim1 rivisto a ribasso, dubbi su tempi ripresa

6 IN. DI LETTURA

* Istat rivede Pil gennaio-marzo a -0,6% da -0,5% t/t, -2,4% da -2,3 a/a

* Scorte unica voce positiva componenti, export segna calo più marcato da 4 anni

* Su trim2 grava inatteso calo produzione industriale aprile (aggiunge stima Confindustria su produzione maggio)

di Elvira Pollina

MILANO/ROMA, 10 giugno (Reuters) - Nuova sorpresa negativa dall'economia italiana, la cui contrazione nei primi tre mesi dell'anno è stata peggiore di quanto inizialmente indicato da Istat, mostrando anche una flessione dell'export netto, unico apporto positivo negli ultimi due anni.

Il Pil italiano, ha reso noto stamane l'Istat, nel primo trimestre ha subito una flessione congiunturale di 0,6%, a fronte di 0,5% della stima preliminare, dopo il -0,9% del quarto trimestre del 2012.

Limatura al ribasso anche per il dato tendenziale, che passa a -2,4% da -2,3% del preliminare, dopo la flessione di 2,8% percentuali registrata nella parte finale del 2012. La variazione acquisita per il 2013 scivola a -1,6% da -1,5%, allargando ancora il divario con le previsioni contenute nel Documento di Economia e Finanza, che prevede per il 2013 un calo di 1,3 punti percentuali.

Numeri che sollevano dubbi su tempi dell'avvio della ripresa, attesa dal governo nella parte finale dell'anno. Oggi però proprio un componente dell'esecutivo, il ministro del Lavoro Enrico Giovannini, commentando i dati del Pil, ha voluto sottolineare come su questo fronte non ci siano certezze.

"Se il secondo trimestre non sarà quello della svolta, quale lo sarà? Il terzo, il quarto?", si è chiesto, intervenendo all'assemblea generale di Assolombarda.

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TABELLA - Italia, contributi alla crescita Pil trim1

TABELLA - Italia, variazioni componenti Pil trim1 2013

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Tornando ai numeri Istat, a osservare lo spaccato delle componenti, il quadro recessivo, che prosegue ininterrotto da sette trimestri consecutivi ed è il più lungo vissuto dall'economia italiana dal secondo Dopoguerra, assume contorni ancora più foschi: spicca il contributo negativo della voce export netto, che segna -0,1%.

"Dall'export è arrivata la vera sorpresa negativa, anche se noi continuiamo a ritenere, visti i segnali arrivati dalle indagini di fiducia relativamente agli ordini dall'estero, che sarà proprio questo canale a fornire un contributo positivo nel corso dell'anno. La debolezza delle altre componenti, in testa investimenti e domanda, rispecchia più o meno le attese", commenta l'economista di UniCredit Loredana Federico. Su trimestre la variazione negativa dell'export è stata pari all'1,9%, maggiore di quella dell'import (-1,6%), la più grave dal primo trimestre 2009.

Scorrendo le altre voci, emerge che la domanda nazionale al netto delle scorte ha sottratto 0,9 punti percentuali alla variazione del Pil (-0,3% i consumi delle famiglie e -0,6% gli investimenti fissi lordi), mentre dalla spesa delle pubblica amministrazione l'apporto è stato nullo.

"Nel dettaglio abbiamo in realtà un dato ancor più pesante, perche c'è un contributo positivo delle scorte di 0,3%, il che significa che il Pil al netto delle scorte sarebbe calato ancor più", evidenzia Paolo Mameli, economista di Intesa Sanpaolo.

I numeri odierni confermano come l'andamento dell'economia italiana sia peggiore a quello stentato dell'intera zona euro, dove nei primi tre mesi dell'anno il Pil è diminuito dello 0,2% su base trimestrale e dell'1,1% su base annua.

Guardando al primo indicatore reale relativo al ciclo del secondo trimestre, ovvero la produzione industriale, diffuso stamane da Istat, si ricavano ben pochi segnali di miglioramento.

Contrariamente alle attese, che scommettevano su una variazione nulla, ad aprile si è infatti registrata una nuova flessione congiunturale (-0,3%), e una contrazione su base annua peggiore delle previsioni (-4,6% contro il -3,6% stimato).

Nel pomeriggio Confindustria ha rivisto la propria stima sulla produzione industriale di maggio ad un +0,3%, in miglioramento rispetto al -0,1% di una decina di giorni fa, ma confermando un quadro ancora negativo per il trimestre .

"La debole entrata dell'output nei mesi primaverili aumenta i rischi al ribasso sull'attività economica nel secondo trimestre", avverte Mameli, che tuttavia continua a ritenere possibile l'emergere di primi segnali di crescita nell'ultima parte dell'anno.

Una prospettiva condivisa anche da Federico. "Prevediamo che una contrazione di 0,4% del Pil nel secondo trimestre e il ritorno a una lieve crescita verso la fine dell'anno, quando i beneifici dell'iniezione di liquidità nell'economia derivante dal pagamento degli arretrati della pubblica amministrazione alle imprese inizieranno a materializzarsi".

A non credere nella ripresa di fine anno è invece l'Ocse, che nell'Economic Outlook diffuso a fine maggio rimanda il ritorno alla crescita nel 2014, mentre il 2013 si chiuderà con una contrazione dell'economia di 1,8 punti percentuali .

- hanno collaborato Roberto Landucci, Gabriella Bruschi, Sara Rossi, Andrea Mandalà

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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