PUNTO 1-Grecia, Ue e Bce respingono critiche Fmi su ristrutturazione

giovedì 6 giugno 2013 16:52
 

(Aggiunge considerazioni Draghi, cambia titolo)

BRUXELLES, 6 giugno (Reuters) - Sia la Commissione europea sia la Bce respingono il parere del Fondo monetario internazionale secondo cui il primo salvataggio della Grecia nel 2010 sarebbe stato gestito male poiché i creditori hanno consentito ad Atene di posticipare la ristrutturazione del debito al 2012 invece di avviarla da subito.

Il numero uno della Bce Mario Draghi ha definito il 'mea culpa' del Fmi "un errore dal punto di vista storico" e messo in guardia contro la tendenza "a giudicare cose accadute ieri con gli occhi di oggi".

"Non possiamo dimenticare che quattro, cinque anni fa - nel momento in cui avevano luogo le discussioni sull'aggiustamento in Grecia - il clima in generale era molto, molto peggiore", ha affermato Draghi oggi pomeriggio, nel corso della conferenza stampa di chiusura della riunione mensile del direttivo Bce.

I commenti di Draghi si sono aggiunti a quelli del portavoce dell'esecutivo comunitario Simon O'Connor che in mattinata, in conferenza stampa, aveva affermato: "L'Fmi sostiene che un'immediata ristrutturazione del debito nel 2010 sarebbe stata auspicabile. Noi fondamentalmente dissentiamo".

La critica dell'Fmi, ha sottolineato O'Connor, "ignora la natura interconnessa" dei paesi membri dell'area euro.

"La ristrutturazione dei debiti privati, a quello stadio, avrebbe certamente comportato un rischio di contagio sistemico (...) e avrebbe inoltre seriamente minato il programma. Questa è stata la posizione unanime degli stati membri della'area euro e, a dire il vero, dei partner della Troika al momento del lancio", ha spiegato il portavoce.

In un rapporto del Fondo diffuso ieri, si legge che le condizioni poste da Fmi e partner in cambio degli aiuti concessi ad Atene erano inadeguate. Il Fondo ha ammesso parimenti che le previsioni economiche per la Grecia erano eccessivamente ottimistiche.

I creditori della Repubblica ellenica - spiega ancora il Fondo - erano divisi tra il timore di propagazione della crisi del debito ad altri paesi e i dubbi sulla capacità di Atene di sopportare a lungo il peso del debito pubblico.

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia