Corporate bond, visto aumento emissioni italiane - S&P

giovedì 6 giugno 2013 16:45
 

MILANO, 6 giugno (Reuters) - Le emittenti corporate italiane - soprattutto di media dimensione - saranno più propense a ricorrere al mercato dei capitali nei prossimi tre anni, sia per rifinanziare il consistente debito in scadenza, sia grazie al minor peso dei costi delle operazioni, anche se non sono da escludere altri downgrade quest'anno.

Sono queste le previsioni di Standard and Poor's, presentate oggi in una conferenza.

"Continuamo a ritenere che il sistema di finanziamento delle emittenti corporate resti centrato sul sistema bancario. Tuttavia qualcosa però sta cambiando" ha detto Renato Panichi, direttore del team di corporate rating di S&P's. "Nei prossimi tre anni vediamo un aumento delle emissione di bond da parte delle emittenti corporate, soprattutto di media dimensione, aumento che sarà tanto maggiore quanto più l'economia prenderà vigore".

Alla base dell'aumento c'è in primo luogo il fatto che nel prossimo triennio verranno a scadere bond e loan per 60/65 miliardi, un importo maggiore rispetto a quello dei tre anni precedenti, dice Panichi.

Inoltre anche da punto di vista dei costi del finanziamento la situazione è diventata meno pesante. "Le imprese in passato facevano più volentieri ricorso al sistema bancario poichè un prestito era ben meno costoso rispetto a un bond, mentre ora i costi si sono allineati" dice Panichi.

SPAZIO PER BOND AL POSTO DI CREDITI DIPENDERA' DA CRESCITA

Il ricorso al credito bancario è stato decisamente dominante fino al 2008 con un picco nel 2007, secondo i dati dell'agenzia. Poi la situazione è cambiata dal 2009, anno in cui, come nel 2012, si è visto un netto calo dei ricorso alle banche - a causa del credit crunch che ha travolto l'Europa - a favore invece dell'utilizzo del mercato dei capitali, mentre situazioni intermedie sono emerse nel 2010 e nel 2011.

La chiave di volta sarà la crescita economica, legata alla quale ci sarà l'interesse delle imprese a fare investimenti e quindi a chiedere finanziamenti. "Su una stima di crescita economica compresa tra zero e l'1% prevediamo comunque che il ricorso ai bond passi dall'8% registrato a fine 2012 sul totale dei finanziamenti, a un 11-14% nel 2017" dice Panichi. "Ma se l'economia dovesse mostrare una crescita maggiore - tra l'1% e il 3% - la precentuale di bond potrà salire al 14-17% rispetto ai loan".   Continua...