Debiti Pa, Senato storna 400 mln da aziende per darli a Comuni

martedì 4 giugno 2013 12:27
 

ROMA, 4 giugno (Reuters) - Il Senato toglie 400 milioni alle imprese fornitrici della pubblica amministrazione per darli ai comuni.

È questo l'effetto di un pacchetto di emendamenti al decreto sul pagamento dei debiti commerciali presentato ieri dai relatori e approvato oggi in aula d'intesa con il governo.

Nel dettaglio, il fondo per liquidare i debiti degli enti locali si riduce di 200 milioni nel 2013 e di altri 200 milioni nel 2014.

La notizia lascerà l'amaro in bocca a Confindustria.

Il 13 maggio, aprendo l'assemblea generale, il presidente degli industriali Giorgio Squinzi aveva mandato un avvertimento molto chiaro al governo: "Se per qualche ragione il nostro credito venisse usato per altri fini, il rapporto con gli imprenditori sarà compromesso irrimediabilmente".

In origine il decreto prevedeva di liquidare alle imprese 40 miliardi tra 2013 e 2014: 32,7 miliardi erano rimborsi di debiti commerciali in senso stretto, 6,5 miliardi assumevano la forma di rimborsi fiscali o compensazioni con debiti iscritti a ruolo, mentre 800 milioni erano investimenti cofinanziati dall'Europa.

Per effetto degli emendamenti introdotti prima alla Camera e poi al Senato, la quota destinata al rimborso dei debiti commerciali dovrebbe essere scesa a circa 32 miliardi.

I 400 milioni che il Senato ha deciso di togliere alle imprese assicurano la copertura di un pacchetto di misure concordato tra il ministero dell'Economia e l'Anci, l'associazione dei Comuni italiani.

La novità principale è che il Senato restituisce ai sindaci 600 milioni tra 2013 e 2014, somma corrispondente al gettito Imu sugli immobili di proprietà degli stessi comuni negli anni 2012-2013. In teoria l'Imu riscossa sugli immobili dei comuni era una partita di giro, ma nella pratica il governo bilanciava le maggiori entrate teoriche con tagli di pari importo.   Continua...