Pimco valuta nuove vendite su debito zona euro, rischio svalutazioni

venerdì 31 maggio 2013 15:25
 

LONDRA, 31 maggio (Reuters) - L'americana Pimco, la maggiore casa di investimento in bond al mondo, sta valutando nuove vendite sul "costoso" debito della zona euro, temendo nuove svalutazioni sovrane nella regione.

Questa settimana, nel delineare l'outlook degli investimenti per i prossimi 3-5 anni i gestori del fondo - da 2.000 miliardi di dollari - hanno sottolineato come la Bce stia rivedendo il proprio ruolo di "madrina" del mercato monetario dopo mesi di persistente recessione: un cambiamento che potrebbe preannunciare perdite per gli investitori poco reattivi.

"Gli investitori e i mercati finanziari sono molto fiduciosi sul fatto che la Bce, in extremis, sarà prestatore di ultima istanza e non lascerà precipitare le cose. Noi lo siamo un po' di meno" ha affermato il responsabile delle gestioni europee di Pimco Andrew Balls. "Riteniamo che la Bce probabilmente oscillerà tra periodi di attivismo estremo e altri in cui si rifiuterà di agire".

Coerentemente con questa convinzione, da marzo Pimco ha iniziato a invertire stabilmente le posizioni di leggero sovrappeso sul debito italiano e spagnolo per gran parete dei propri clienti.

La società è al momento generalmente sottopesata sui debiti sovrani, sul credito e sul settore bancario della zona euro, con il consiglio di spostarsi gradualmente verso attività dalla remunerazione 'reale', inclusi bond indicizzati all'inflazione, materie prime, immobiliare e valute dei paesi emergenti. Nonostante non ritenga probabile nel breve termine un ampio esodo dal mercato obbligazionario, Pimco sostiene che tali riposizionamenti dovrebbero aiutare a proteggere i portafogli dalla debole crescita economica della zona euro, stimata ad un debole 0,5% nei prossimi 3-.5 anni.

Pimco intravede ora la possibilità di nuovi default e nuovi hiarcut sul debito della zona euro, essendo diventato chiaro come i tassi di interesse ai minimi storici e i miliardi di euro di liquidità a buon mercato pompati dalla banca centrale nel sistema non siano riusciti a mettere al sicuro le banche o a far ripartire la crescita.

"Si sono visti progressi molto limitati nelle varie riforme che gli europei avrebbero dovuto fare. L'ipotesi che la Bce rimanga un elemento di stabilizzazione totalmente certo e prevedibile è possibile ma rimane non testata" spiega Balls.

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