31 maggio 2013 / 07:33 / 4 anni fa

Governo, Pdl lo sostiene, serve decreto per "shock" economia-Berlusconi

ROMA, 31 maggio (Reuters) - Il Popolo della libertà sostiene "con convinzione" il governo Letta, che ora è reso anche più forte dal flop del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, ma a giugno il governo deve varare un decreto con le misure sull'Imu, l'Iva e per il lavoro ai giovani per dare un "shock" all'economia.

Lo ha detto oggi il leader del centrodestra ed ex premier Silvio Berlusconi, per il quale la riforma elettorale non è una priorità perché "gli italiani non mangiano pane e legge elettorale".

"Lo sosteniamo con convinzione, e ora tutti gli italiani lo attendono alla prova del nove sui provvedimenti per il rilancio dell'economia, cioè: via l'Imu, nessun aumento dell'Iva, la riforma di Equitalia, la detassazione delle assunzioni dei giovani, una forte sburocratizzazione", ha detto Berlusconi rispondendo a una domanda sul sostegno al governo nel corso della trasmissione tv "La telefonata" su Canale 5.

"Noi insistiamo, spingiamo per questo choc positivo che si deve dare all'economia", ha detto ancora il leader del Pdl, secondo cui "con le risorse esistenti è assolutamente possibile abolire l'Imu sulla prima casa, sull'agricoltura ed evitare l'aumento dell'Iva...".

"Se a giugno il governo approvasse il decreto con le misure che dicevo, cioè l'Imu, l'Iva e il lavoro... noi avremmo una leva straordinaria per la ripresa, e potremmo davvero avviare un circuito positivo per il ritorno alla crescita", ha detto ancora Berlusconi.

Il governo ha fissato al 31 agosto la scadenza della possibile revisione dell'Imu, mentre il primo luglio, in mancanza di interventi, scatterà l'aumento dell'Iva dal 21 al 22%.

Meno interessato l'ex premier è sembrato alla questione della riforma elettorale, che invece in questi giorni ha provocato rotture e polemiche nel Pd.

"Io dico sempre: parliamo dei problemi veri, come le tasse e la ripresa del lavoro. Perché gli elettori non mangiano pane e legge elettorale. L'importante è che ce ne sia una in vigore nel caso di elezioni, poi con un tempo adeguato si faranno le riforme istituzionali".

Parlando del suo partito, Berlusconi ha affermato che "non c'è nessuna divisione all'interno del Pdl... non ci sono ne falchi ne colombe, noi sosteniamo questo governo con convinzione e al tempo stesso spingiamo con forza per i nostri obiettivi sia sull'economia sia sulle riforme istituzionali indispensabili, e ciascuno fa la sua parte", sia i ministri che i dirigenti del partito.

Il risultato delle elezioni amministrative, che hanno visto il Pdl in difficoltà, non hanno sorpreso Berlusconi, secondo il quale "è naturale che un grande partito di opinione sia più forte quando c'è di mezzo il voto politico e quando in campo c'è il suo leader".

E' invece una notizia positiva per il governo il risultato elettorale del M5s, che alle ultime amministrative avrebbe perso circa la metà dei voti rispetto alle politiche di tre mesi fa: "Questo movimento era destinato a sgonfiarsi, era naturale che tanti italiani stanchi della vecchia politica cercassero uno sfogo, ma ora hanno visto in televisione il burattinaio Grillo e i suoi burattini insipienti ed è chiaro che gli elettori ci stiano ripensando", ha detto Berlusconi.

(Massimiliano Di Giorgio)

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