Cofinanziamenti Ue fuori da deficit, ma resta cuneo fiscale-Saccomanni

venerdì 31 maggio 2013 08:15
 

ROMA, 31 maggio (Reuters) - Il ritiro della procedura d'infrazione Ue per deficit eccessivo contro l'Italia consentirà di dedurre i cofinanziamenti per i fondi strutturali europei, liberando così investimenti - anche se dal 2014 - ma per il momento non c'è spazio per ridurre il cosiddetto cuneo fiscale, riducendo le tasse sul lavoro.

Lo ha detto il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni in un'intervista pubblicata oggi dal quotidiano "Il Sole 24 Ore".

L'ex direttore di Banca d'Italia ha anche annunciato che il governo intende favorire la liquidità per le imprese ricorrendo alla Banca europea per gli investimenti (Bei) e rafforzando il Fondo centrale di garanzia.

Sul fronte fiscale, poi, Saccomanni ha indicato che il governo lavora alla piena integrazione delle banche dati per combattere l'evasione e l'elusione.

"Sarà possibile dedurre dal computo del deficit la quota nazionale di cofinanziamento dei fondi strutturali europei. Investimento che dovranno essere connessi all'attuazione delle riforme", ha detto il ministro rispondendo a una domanda sugli investimenti possibili dopo la decisione della Commissione europea di chiudere la procedura d'infrazione.

Saccomanni non ha quantificato le risorse disponibili, anche se il 2 maggio scorso aveva parlato di circa 12 miliardi di euro. Il ministro ha detto comunque che per l'anno in corso non ci sono margini per investimenti, dato che il ripianamento dei debiti della Pubblica amministrazione porterà il deficit al 2,9% del Pil, mentre lo spazio si apre nel 2014, anche se peserà comunque la riduzione del debito.

Il ministro ha spiegato che il governo punta un "maggiore utilizzo dei fondi della Bei... (che) potranno essere utilizzati sotto forma di finanziamenti diretti alle banche perché si traducano in altrettanti prestiti alle piccole e medie imprese".

La Bei "potrà anche garantire operazioni di cartolarizzazione dei crediti bancari per smobilizzare gli attivi delle banche".

Altra leva indicata da Saccomanni, quella del Fondo centrale di garanzia: "Intendiamo rafforzarlo e garantire un accesso più ampio al credito delle Pmi".   Continua...