Prodi chiede semipresidenzialimso alla francese, assist a Renzi

giovedì 30 maggio 2013 08:30
 

ROMA, 30 maggio (Reuters) - Dall'ex premier Romano Prodi, freddo col Pd dopo la sua mancata elezione al Quirinale per il voto contrario di un centinaio di franchi tiratori, viene oggi un assist a Matteo Renzi, che da tempo chiede una riforma elettorale basata sul sistema per l'elezione dei sindaci, all'indomani della spaccatura, poi rientrata, nel partito sulla necessità di superare la legge attuale.

In un intervento sul quotidiano "Il Messaggero", Prodi si schiera infatti a favore del semipresidenzialismo alla francese, spiegandone i vantaggi proprio con un paragone con l'elezione dei sindaci.

"Nelle elezioni comunali di domenica scorsa il panorama delle liste non si presentava meno complicato di quello che appariva nella scheda delle elezioni politiche", scrive l'ex presidente della Commissione europea nell'articolo, intitolato "La medicina francese per avvicinare i cittadini".

"Eppure in alcune città è già stato scritto con chiarezza il nome di chi sarà al potere nei prossimi cinque anni e, nei casi rimanenti, lo sapremo con altrettanta chiarezza fra dieci giorni".

"E' chiaro che questa scelta comporta un forte accentramento di potere nelle mani del vincitore delle elezioni, almeno come ora avviene nel caso dei sindaco o, ancora di più, nella persona del presidnete della Repubblica, come in Francia. Non solo questo non mi fa paura ma penso che sia l'unica via di salvezza per un Paese che, come l'Italia, ha bisogno di prendere, nel rispetto della volontà degli elettori, le decisioni necessarie per farla uscire dalla ormai troppo lunga paralisi", dice ancora Prodi.

Ieri il Pd ha bocciato la mozione di Roberto Giachetti, vicino a Renzi, che chiedeva di tornare al precedente sistema elettorale, il cosiddetto Mattarellum, abbandonando il Porcellum, su cui gravano anche dubbi di inconstituzionalità. A favore della proposta hanno votato solo parlamentari di Sel e Movimento 5 Stelle.

La decisione è stata presa dopo la richiesta dello stesso premier Enrico Letta di non entrare in conflitto col Pdl, partner di governo, che vorrebbe invece soltanto modificare in modo minimo il Porcellum.

Renzi, che nei giorni scorsi ha definito "Maialinum" la possibile mini-riforma della legge, chiede da tempo di varare un sistema elettorale simile a quello dei sindaci, che prevede l'elezione diretta del candidato sostenuto da una coalizione, con la possibilità di un premio di maggioranza per i partiti che sostengono il vincitore.

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