May 29, 2013 / 12:57 PM / 4 years ago

Italia, Ue raccomanda taglio imposte lavoro a spese di Iva e Imu

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BRUXELLES, 29 maggio (Reuters) - Sei le raccomandazioni che accompagnano la prevista e ampiamente anticipata proposta della Commissione europea di archiviare la procedura per deficit eccessivo aperta nei confronti dell'Italia ormai quattro anni fa.

Una chiusura della procedura che dovrebbe consentire al ministero dell'Economia di innalzare a 2,9% del Pil rispetto all'1,8% indicato dal Def l'obiettivo di indebitamento del 2014, mantenendo il bilancio in pareggio al netto del ciclo economico e delle una tantum.

Tornando alle raccomandazioni, quella in tema fiscale entra pienamente nell'attuale dibattito politico nazionale: l'Italia, a parità di gettito, deve alleggerire il carico fiscale da lavoro e capitale compensandolo con la maggiore tassazione dei consumi (Iva) e degli immobili (Imu). In tema di Iva la Ue chiede di rivedere il regime delle esenzioni e delle aliquote ridotte, mentre per gli immobili la Commissione raccomanda di riformare il catasto per allinearlo ai valori di mercato. Una linea che pare vicina a quella del ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni, favorevole a occuparsi prima del rilancio degli investimenti che di bloccare il previsto aumento dell'Iva, ma non a quella dell'intero governo.

A fianco della reiterata richiesta del consolidamento del bilancio, la Ue chiede un sistema bancario più produttivo, una pubblica amministrazione più efficiente, una giustizia civile più veloce, un mercato del lavoro più flessibile, la maggiore apertura alla concorrenza sul mercato dei servizi.

La raccomandazione numero uno sui conti pubblici punta il riflettore su uno dei punti in assoluto più deboli del sistema Italia, un debito pubblico stimato quest'anno dalla Ue oltre il 131% del Pil, a fronte dell'obiettivo di 60% del 'fiscal compact', e oltre il 132% nel 2014 (più del 134% secondo l'Ocse ).

I Paesi europei - dicono le nuove norme - si impegnano a mantenere l'indebitamento strutturale entro lo 0,5% del Pil, con deroghe soltanto in caso di gravi recessioni e calamità naturali. Il Trattato introduce inoltre l'obbligo di ridurre ogni anno il rapporto debito/Pil in misura pari ad almeno un ventesimo della distanza tra il livello effettivo e la soglia di 60%.

Diffuso soltanto la settimana scorsa, il rapporto annuale Istat 2012 simula l'effetto delle nuove regole Ue su un Paese con un debito intorno a 130% del Pil, un potenziale di crescita di circa 1% e un costo medio del debito in area 4%, concludendo che in simili condizioni per un rientro del debito a 60% del Pil sono necessari 80 anni.

Quanto all'efficienza e alla produttività del sistema bancario, se una sostanziale promozione è giunta a fine marzo dopo la misisone Fmi l'Economic Outlook Ocse pubblicato stamane lamenta l'elevato livello delle sofferenze che impediscono agli istituti di credito il sostegno al rilancio di investimenti e consumi.

Una delle maggiori fragilità dell'Italia è sicuramente il mercato del lavoro, come puntualizzano addirittura tre delle sei raccomandazioni Ue: carenza di flessibilità, eccesso di carico fiscale su lavoratori e imprese e settore dei servizi ingessato, chiuso alla competitività.

E' la carta del rilancio dell'occupazione che il premier Enrico Letta intende giocarsi in Europa, presentando un Paese virtuoso sotto il profilo dei conti pubblici che non chiede alcuna deroga o sconto ma risorse a favore dell'occupazione giovanile.

Come altri sfortunati partner comunitari - Grecia in testa, Spagna al secondo posto, Italia terza e Portogallo quarto - Roma condivide il triste primato di un tasso di disoccupazione giovanile ben oltre 30%.

A Bruxelles ieri per un incontro con commissario al Lavoro Lazslo Andor, il responsabile al Welfare Enrico Giovannini ha confermato che l'Italia potrà disporre di un importo di 400-600 milioni dal programma 'youth guarantee' nell'arco del 2014-2020, su un totale di 6 miliardi.

Sarà dopodomani a Roma per preparare il vertice di fine giugno il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy, mentre un consiglio straordinario dedicato al tema occupazione si svolgerà a Berlino nel mese di luglio.

Un'ultima sollecitazione da parte della Commissione - naturalmente nemmeno in questo caso nuova - riguarda il migliore funzionamento della macchina della pubblica amministrazione.

Tornando infine brevemente alla chiusura della procedura per eccesso di deficit - misura chiesta anche per Lettonia, Ungheria, Lituania e Romania - la proposta odierna dell'esecutivo passa all'esame dell'Eurogruppo del 20 giugno per poi arrivare il 27/28 sul tavolo del consiglio dei capi di Stato e di governo.

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