May 28, 2013 / 4:24 PM / 4 years ago

PUNTO 1 - Privilegiare investimenti più che stop Iva -Saccomanni

3 IN. DI LETTURA

(Aggiunge dichiarazioni Moavero e contesto)

ROMA, 28 maggio (Reuters) - Il governo deve utilizzare le risorse disponibili a bilancio per finanziare investimenti produttivi più che per congelare l'aumento dell'Iva previsto dal prossimo luglio.

Lo ha detto il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, parlando con i cronisti a margine di una conferenza della Corte dei conti.

"Dobbiamo concentrarci sugli investimenti", risponde Saccomanni alla domanda se ci siano i soldi per evitare l'aumento dell'imposizione sui consumi.

Da luglio l'aliquota Iva oggi pari al 21% salirà di un punto percentuale. Per sterilizzare l'incremento il governo dovrebbe trovare 2 miliardi nel 2013 e 4 miliardi a regime dal 2014.

L'Iva è un'imposta regressiva che incide di più su chi ha un minor reddito disponibile. Ma Saccomanni lascia intendere che le priorità del governo potrebbero essere altre, come la possibilità di evitare l'aumento dei ticket sanitari previsto nel 2014 per ulteriori 2 miliardi.

"Abbiamo parlato [con il ministro della Sanità Beatrice] Lorenzin, stiamo lavorando", dice il ministro.

Domani la Commissione europea deciderà se proporre all'Ecofin di chiudere la procedura per deficit eccessivo avviata a fine 2009 contro l'Italia.

L'ex direttore generale della Bankitalia si mostra ottimista e ribadisce che l'ingresso dell'Italia nel braccio preventivo del Patto di stabilità europeo apre spazi sul bilancio pubblico "soprattutto con riferimento al 2014".

A ricordare quali siano i margini a disposizione del governo è il ministro per le Politiche comunitarie, Enzo Moavero Milanesi: "Il Fiscal compact non è così rigido e monolitico come si tende a leggerlo. Prova ne sia che noi abbiamo ottenuto questa importantissima affermazione di poter fare investimenti pubblici produttivi pur tenendoci al di sotto del 3%".

"Vi assicuro che la suddivisione è ben percepita anche da chi è rimasto al di sopra del 3%. C'è un importante margine", prosegue Moavero.

Nei prossimi mesi, tuttavia, il governo dovrà garantire le coperture per tutti i provvedimenti di spesa che vorrà varare. Al più l'esecutivo di Enrico Letta può sperare sulle risorse che si libereranno grazie ai minori interessi sui titoli di Stato.

Lo ribadisce sempre Moavero quando dice che "uno degli elementi positivi dell'uscita dalla procedura è la riduzione del rischio Paese. Questo dovrebbe portare a una riduzione dei rendimenti con un beneficio immediato".

(Giuseppe Fonte)

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