May 29, 2013 / 9:05 AM / 4 years ago

Italia, Ocse vede Pil 2013 -1,8%, rimanda ripresa a 2014

5 IN. DI LETTURA

* In meno di un mese, stima calo Pil 2013 peggiora a -1,8% da -1,5%

* Deficit quest'anno resterà a 3% Pil, calerà a 2,3% in 2014

* Raccomandato freno a spesa pubblica e cautela verso premature riduzioni tasse

di Elvira Pollina

MILANO, 29 maggio (Reuters) - I primi segnali di flebile ritorno alla crescita per l'economia italiana, che quest'anno subirà una contrazione dell'1,8%, non si vedranno prima del 2014.

E' la previsione contenuta nell'Economic Outlook dell'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo, pubblicato oggi.

L'Ocse diventa così il primo previsore internazionale a mettere nero su bianco che quel "profilo di ripresa", ritenuto fattibile dal ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni e da molti istituti di previsione nella parte finale dell'anno in corso, si manifesterà più in là.

Non solo: il team di economisti guidato da Pier Carlo Padoan in meno di un mese ha peggiorato la stima per il Pil 2013, portandola a -1,8% da -1,5% prospettato a inizio maggio.

E per il 2014, le previsioni di crescita, già fragili, vengono ulteriormente limate: è previsto, infatti, un tenue +0,4%, contro lo 0,5% della stima precedente.

"In Italia la recessione proseguirà durante tutto il 2013, dal momento che gli effetti del consolidamento fiscale e la stretta sul credito peseranno duramente sull'attività economica", si legge nel documento.

"L'attività economica proseguirà il declino nella prima parte di quest'anno e rimarrà al massimo stabile per il resto", prosegue.

Con particolare preoccupazione è guardata la situazione del sistema bancario, che pur beneficiando della riduzione dei tassi d'interesse del debito pubblico, si trova ad affrontare un consistente aumento delle sofferenze.

Una situazione che impedisce agli istituti di credito di supportare gli investimenti e i consumi, e che potrebbe prolungare ulteriormente la durata della recessione, avverte l'organismo parigino.

La stima sulla flessione dell'economia quest'anno è la più pessimista tra quelle fornite dai principali previsori internazionali ed è inferiore rispetto a quella contenuta nel Documento di economia e Finanza licenziato dal governo Monti agli inizi di aprile, che incorpora una flessione del Pil dell'1,3%.

Secondo l'organizzazione guidata da Angel Gurria, inoltre, l'impatto a lungo termine del piano per il pagamento degli arretrati della Pubblica amministrazione verso le imprese fornitrici è "incerto", visto che il governo dovrà aumentare il debito per reperire i fondi, mentre per quanto riguarda l'effetto immediato sul Pil, l'Ocse stima un contributo dello 0,5% nel biennio 2013-2014, già incorporato nelle stime.

L'Italia, che ha chiuso il 2012 con una flessione del Pil del 2,4%, sta attraversando la fase recessiva più lunga dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Un ciclo negativo che prosegue ininterrottamente dal terzo trimestre del 2011 .

Anche Deficit/Pil 2013 Rispettera' Parametri Ue

Nonostante l'assenza di crescita, per l'organizzazione parigina il rapporto/deficit Pil quest'anno si terrà al 3% (2,9% la stima del governo, 3,3% la precedente stima Ocse), restando quindi entro i parametri il cui rispetto dovrebbe permettere proprio oggi all'Italia di uscire dalla procedura d'infrazione europea per indebitamento eccessivo.

E l'anno prossimo, il percorso 'virtuoso' continuerà, con l'indebitamento in discesa a 2,3% (3,8% la stima precedente).

Questo - spiega l'Ocse - grazie al proseguimento 'in automatico' del consolidamento fiscale in linea a quanto previsto nel Def, al contributo fornito dal più basso livello dei tassi d'interesse sul debito pubblico in scadenza.

In cima all'agenda dei provvedimenti da intraprendere, l'Ocse inserisce il consolidamento delle riforme pro-crescita avviate lo scorso anno.

Raccomandato anche un freno della spesa pubblica oltre alla cautela verso "premature riduzioni delle tasse", in modo da mettere il debito pubblico su una china discendente.

China discendente che al momento non è in vista: nelle proiezioni dell'organizzazione, il rapporto debito/Pil, attestatosi al 127% l'anno scorso, è destinato a salire quest'anno al 131,7% e il prossimo a 134,3%.

In tale contesto, il quadro dei consumi e quello del mercato del lavoro sono destinati a rimanere a tinte fosche per tutto il biennio 2013 e 2014, con il tasso di disoccupazione, attestatosi nel 2012 al 10,6%, previsto in salita quest'anno all'11,9% e il prossimo al 12,5%.

"Nel lungo termine le riforme economiche varate nel 2012 dovrebbero rafforzare il potenziale di crescita, ma la tempistica è molto incerta e le proiezioni non includono nessun impatto dei provvedimenti sulla crescita nel breve termine", sottolinea il rapporto.

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