May 27, 2013 / 12:57 PM / 4 years ago

PUNTO 3 - Ue, Letta vede accordo golden rule a dicembre - fonti

6 IN. DI LETTURA

* Elezioni tedesche a settembre frenano richieste di Letta

* Asmussen (Bce) dice che la golden rule è un errore

* L'Italia per ora può incassare solo la Youth guarantee (Agiunge dettagli a paragrafi 7 e 8)

di Giuseppe Fonte

ROMA, 27 maggio (Reuters) - Il Consiglio europeo di giugno si limiterà ad avviare il confronto per escludere dai saldi di bilancio gli investimenti produttivi e le misure di stimolo all'occupazione, ma per un accordo politico complessivo bisognerà aspettare il vertice di dicembre, anche a causa delle elezioni politiche tedesche, in programma a settembre.

A tracciare la mappa della possibile agenda politica europea è il presidente del Consiglio, Enrico Letta, nel corso di un incontro con le Regioni a Palazzo Chigi, secondo quanto riferiscono due fonti presenti alla riunione.

"Il Consiglio europeo di giugno darà le prime indicazioni, a dicembre ci sarà l'accordo", dice una delle fonti sintetizzando il discorso di Letta.

Con un'economia fiaccata dalla recessione e dalle tre manovre correttive del 2011, Letta chiede all'Europa di cambiare passo e aumentare gli spazi di ricorso all'indebitamento per finanziare politiche anticicliche.

L'Italia deve però fare i conti con l'opposizione della Germania, tradizionalmente a favore delle politiche di rigore nei conti pubblici. Proprio oggi il membro tedesco del board Bce, Joerg Asmussen, ha definito un errore escludere la spesa per gli investimenti dal computo del deficit.

La Commissione europea si mostra più possibilista. Il titolare degli Affari economici e monetari, Olli Rehn, si impegna a elaborare in tempo per il vertice di giugno le linee guida su quello che potrà essere il nuovo regime contabile europeo per gli investimenti pubblici "con un impatto verificabile sulla sostenibilità dei bilanci".

Non è ancora chiaro in cosa possa consistere la golden rule in salsa italiana. Più che di uno scorporo vero e proprio, Letta potrebbe chiedere a Bruxelles di non tenere conto di alcune precise voci di spesa al momento di valutare il rispetto degli obiettivi.

"La questione dello scomputo è da intendere in senso filosofico", ha detto il 21 maggio il ministro per gli Affari europei, Enzo Moavero Milanesi.

Più nell'immediato, spiegano le fonti, Letta si aspetta che il vertice di giugno prenda decisioni operative sulla Youth guarantee, i 6 miliardi che l'Europa a 27 si è impegnata a trovare per sostenere i giovani disoccupati tra 2014 e 2020.

La quota italiana della Youth guarantee dovrebbe essere di circa 400-600 milioni. Il governo di Roma insiste affinché i fondi della Youth guarantee siano spesi in un arco di tempo più breve e già dal 2013.

Margine Pari Allo 0,5% Del Pil Per Il Deficit Del 2014

Quale che sia l'esito del negoziato sulla golden rule, l'Italia trarrà comunque benefici dalla chiusura della procedura europea per disavanzo eccessivo, che assicurerà al governo margini sul bilancio del 2014 analoghi a quelli già utilizzati nel 2013 per liquidare parte dei debiti commerciali alle imprese fornitrici della pubblica amministrazione.

"La chiusura della procedura ha un impatto sul bilancio del 2014, non libera risorse immediate per quest'anno", ha detto Letta secondo le fonti.

Il 13 maggio scorso due fonti governative avevano anticipato a Reuters che l'Italia vuole chiedere all'Europa di aumentare il rapporto deficit/Pil del prossimo anno di circa mezzo punto percentuale, come nel 2013.

In un'intervista al quotidiano 'La Stampa', il ministro degli Affari Regionali Graziano Delrio conferma che "nel 2014 avremmo un deficit dello 0,5% in più rispetto all'1,8% nominale".

Alla domanda su a quanto ammonti il 'tesoretto' che verrà sbloccato con l'uscita dalla procedura, Delrio risponde: "Solo la chiusura della procedura ci permette un margine di spesa tra i 7 e i 10 miliardi, 12 nelle previsioni più ottimistiche".

Il Documento di economia e finanza (Def) indica all'1,8% del Pil l'obiettivo di deficit del 2014. Ma il Def risale al 10 aprile e non tiene conto del peggiorato quadro economico.

La Commissione europea ha indicato per l'Italia un rapporto deficit/Pil al 2,5% nel 2014, prevedendo un'economia in crescita dello 0,7% a fronte del +1,3% stimato dal Def. Il Fondo monetario internazionale indica un deficit del 2,3%. L'Ocse è più pessimista e vede l'indebitamento al 3,8% del Pil.

Il più delle volte il Tesoro si avvicina alle stime di Bruxelles quando deve modificare il quadro macroeconomico e di finanza pubblica. Il margine di mezzo punto dovrebbe quindi tradursi in un obiettivo di deficit al 2,9% del Pil, a fronte del 2,4% tendenziale.

A inizio maggio il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, aveva detto che la fine della procedura avrebbe aperto anche la strada "all'allentamento del vincolo del Patto di stabilità interno per i cofinanziamenti nazionali dei fondi strutturali comunitari che sono ancora da spendere per il periodo 2013-2015, che sono pari a circa 12 mld e da cui potrebbe venire un forte stimolo agli investimenti produttivi".

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