PUNTO 3-Pd, domani direzione per decidere su trattative governo, congresso

lunedì 22 aprile 2013 16:12
 

(Aggiunge D'Alema, link ad analisi su divisioni interne)

di Massimiliano Di Giorgio

ROMA, 22 aprile (Reuters) - Il Pd, privo del vertice dopo le dimissioni del leader Pier Luigi Bersani e di tutta la segreteria, scosso dalle drammatiche divisioni sull'elezione del capo dello Stato, riunisce domani la direzione per decidere chi dovrà guidare il partito durante le trattative per il nuovo governo e come arrivare al congresso in autunno che eleggerà il nuovo segretario.

La riunione della direzione è stata fissata per le 17, hanno detto a Reuters diverse fonti del partito, mentre tra i parlamentari del centrosinistra si discute di una possibile scissione del Pd tra un'ala più radicale e una più moderata.

Della direzione fanno parte oltre 200 persone - tra cui Romano Prodi e Franco Marini, entrambi in corsa per il Quirinale dal Pd e "bruciati" la settimana scorsa dalle divisioni interne, e anche Massimo D'Alema, a più riprese nelle rose dei possibili candidati alla presidenza della Repubblica.

Dopo le dimissioni di Bersani, del suo vice Enrico Letta - ora indicato da fonti parlamentari come un possibile candidato premier insieme a Giuliano Amato - e di tutta la segreteria, annunciate sabato, subito dopo la rielezione del presidente Giorgio Napolitano, la direzione dovrà indicare chi dovrà essere, insieme ai capigruppo alla Camera e al Senato, a rappresentare il Pd nelle prossime consultazioni per la formazione del governo e la linea da tenere.

Fino a pochi giorni fa Bersani aveva insistito sull'impossibilità di stringere un accordo con il partito di Silvio Berlusconi, puntando a un governo di "minoranza", ma la successiva candidatura al Quirinale di Marini, esponente democratico ma gradito anche al centrodestra, aveva fatto pensare all'apertura del Pd a un governo di "larghe intese" (anche con i montiani di Scelta civica e la Lega Nord).

In un'intervista pubblicata oggi da La Repubblica Matteo Renzi, sindaco di Firenze e antagonista di Bersani alle primarie del centrosinistra, ha detto di essere favorevole alla formazione di un governo, anche col Pdl se necessario e guidato da un esponente di centrosinistra, che duri "non più di un anno", per poi andare al voto con una nuova legge elettorale.

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