Italia, deficit 2012 confermato a 3% Pil, debito a 127% -Eurostat

lunedì 22 aprile 2013 11:01
 

MILANO, 22 aprile (Reuters) - Recepiscono perfettamente le indicazioni Istat i numeri Eurostat su deficit e debito pubblico italiano 2012, pari rispettivamente a 3 e 127 punti percentuali di prodotto interno lordo.

La statistica italiana va confrontata con la media della zona euro, sempre relativa all'anno scorso ed espressa in percentuale rispetto al Pil, pari rispettivamente a 6,4% per l'indebitamento netto e 80,0% per il debito.

Confermata per il deficit/Pil la soglia cruciale del 3%, la Commissione dovrebbe probabilmente chiudere a inizio maggio la procedura per deficit eccessivo, aperta nel caso dell'Italia ormai dal 2009.

Si tratta dello scenario ipotizzato soltanto una decina di giorni fa dal commissario Ue per gli Affari economici e monetari Olli Rehn già dopo la revisione al rialzo delle stime sul passivo dei conti pubblici legata al via libera al rimborso dei debiti commerciali arretrati della Pubblica Amministrazione.

La chiusura della procedura per eccesso di deficit dovrebbe essere comunicata con la pubblicazione delle stime di primavera della Commissione, in agenda per il 2 maggio.

"La decisione sull'abrogazione della procedura per deficit eccessivo verrà adottata se le stime di primavera della Commissione, che pubblichiamo a maggio, mostrano un percorso di correzione [del disavanzo] sostenibile nell'orizzonte delle previsioni, ovvero il 2014" ha spiegato nei giorni scorsi una fonte dell'esecutivo comunitario.

Approvato dal consiglio dei Ministri dello scorso 11 aprile, il Def proietta per la parabola del deficit un valore di 2,9% quest'anno e 1,8% il prossimo.

Fonti italiane riferivano venerdì scorso da Bruxelles che Roma aveva consegnato alle autorità europee i documenti del Def, testo che il Parlamento deve approvare entro fine aprile per evitare di sforare il termine temporale imposto dalla normativa Ue. Le Camere sono convocate per l'esame del Def lunedì prossimo 29 aprile.

I documenti "sono caratterizzati da un'ottica retrospettiva, e non proiettata nel futuro, come era inevitabile per questo governo," precisava una fonte.

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