PUNTO 1-Quirinale, Pd-Pdl-Monti su Marini ma democratici divisi, si vota

giovedì 18 aprile 2013 10:30
 

(Aggiunge inizio voto, posizione Lega, Brunetta)

ROMA, 18 aprile (Reuters) - E' cominciata questa mattina poco dopo le 10 la prima votazione per eleggere il nuovo presidente dello Stato, dopo che ieri Pd, Pdl e Scelta civica hanno trovato un accordo sul nome di Franco Marini, ex leader della Cisl e già presidente del Senato, ma il partito di Pier Luigi Bersani, che ha proposto la candidatura, ieri sera si è spaccato sulla scelta.

Nell'assemblea serale dei gruppi parlamentari democratici, infatti, il nome di Marini ha avuto 222 sì e 90 no, mentre gli alleati di Sel hanno deciso di sostenere la candidatura del giurista ed ex garante della privacy Stefano Rodotà, proposto dal Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo.

Questa mattina anche il gruppo della Lega Nord ha annunciato che voterà Franco Marini. Malgrado questo, continua a esserci molta incertezza sul fatto che l'ex sindacalista riesca a superare il quorum richiesto dei due terzi nelle prime tre votazioni.

"Il Pd è in frantumi, non esiste più. D'Alema, i giovani turchi, Bersani, non si sa più con chi parlare. Bisogna prenderne atto tristemente", ha detto questa mattina il capogruppo alla Camera del Pdl Renato Brunetta.

I socialisti hanno detto ieri che sosterranno la candidatura della ex commissaria europea Emma Bonino.

Contro la scelta dell'80enne Marini si è espresso anche il sindaco di Firenze Matteo Renzi, da giorni in aperto scontro con il vertice del Pd e che controlla circa 70 parlamentari.

Per l'elezione del successore di Napolitano, la Costituzione prevede che nelle prime tre elezioni sia necessaria la maggioranza dei due terzi dell'assemblea, formata da deputati, senatori e 58 rappresentanti delle Regioni.

In queste tre elezioni il quorum sarà dunque di 672 voti su 1007. Dalla quarta votazione che, nel caso, si terrà quindi nel pomeriggio di venerdì, è prevista la maggioranza assoluta, cioè 504 voti.   Continua...