Debiti Pa, contributo Pil 0,5-0,7 punti in 2 anni - Bankitalia

mercoledì 17 aprile 2013 15:00
 

ROMA, 17 aprile (Reuters) - La liquidazione dei debiti commerciali potrebbe contribuire alla crescita del Pil tra 2013 e 2014 "per un ammontare complessivo compreso tra cinque e sette decimi di punto percentuale".

Lo dice la Banca d'Italia spiegando che l'operazione avrà effetti positivi anche se le previsioni sono "molto incerte".

Il ministero dell'Economia ipotizza che l'effetto espansivo dovrebbe ridurre a -1,3% da -1,5% (+0,2) la dinamica negativa del Pil prevista per quest'anno e rafforzare di 0,7 punti la ripresa del 2014, anno nel quale il governo stima un tasso di crescita dell'1,3%.

"L'effetto macroeconomico del provvedimento dipenderà dall'uso che le imprese faranno delle somme liquidate, ad esempio la realizzazione di piani di investimento altrimenti accantonati per mancanza di fondi, il pagamento di salari e stipendi arretrati, l'accantonamento a scopo precauzionale", scrive Bankitalia nel nuovo bollettino economico.

Il decreto del governo eroga liquidità alle imprese per 40 miliardi tra 2013 e 2014. Il grosso degli importi serve per liquidare una parte dei circa 90-91 miliardi di debiti commerciali scaduti a fine 2011. Una componente residua viene utilizzata per aumentare i rimborsi fiscali (anche sotto forma di compensazioni con ruoli) e dare attuazione agli investimenti cofinanziati dall'Europa.

"A ogni destinazione corrisponde un diverso effetto moltiplicatore" e Bankitalia spiega che il contributo espansivo è più elevato nel caso di investimenti in macchinari e capitale circolante.

L'analisi di Via Nazionale sottende l'ipotesi che le risorse aggiuntive destinate al finanziamento di nuovi investimenti nel biennio 2013-14 fossero il 12% del totale e che la quota residua fosse destinata in parti uguali al finanziamento del capitale circolante (il pagamento di salari arretrati) e ad accantonamenti per finalità precauzionali.

Le stime non tengono conto di eventuali ulteriori ricadute positive, che Bankitalia non è in grado di quantificare, legate agli effetti della maggiore liquidità sulla capacità delle imprese di rimborsare i prestiti.

"Ciò si potrebbe tradurre in una diminuzione degli ingressi in sofferenza e quindi in una riduzione dei tassi di interesse richiesti dalle banche sul nuovo credito erogato".   Continua...