17 aprile 2013 / 11:45 / 4 anni fa

Cassa in deroga, si cercano fondi. Napolitano riceve leader Cgil-Cisl-Uil

* Tesoro boccia qualunque finanziamento a deficit

* Facilmente reperibili solo 150-200 mln

* Nuovo round incontri prossima settimana a Palazzo Chigi

ROMA, 17 aprile (Reuters) - Dopo il sit-in di ieri e la pressione sul governo affinché vengano reperite ulteriori risorse per finanziare la cassa integrazione in deroga nel 2013, stamani i sindacati arrivano al Colle, mentre è aperta la discussione sulle coperture.

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ricevuto i segretari generali della Cgil, Susanna Camusso, della Cisl, Raffaele Bonanni, della Uil, Luigi Angeletti, che ieri hanno chiesto almeno 1,5 miliardi - oltre gli 1,7 stanziati nella Legge di stabilità - per far fronte all‘emergenza della cig in deroga che rischia di lasciare senza reddito circa 700.000 lavoratori.

I calcoli elaborati dal coordinamento delle Regioni stimano per quest‘anno un aumento prudenziale del 25% nel ricorso alla cassa in deroga. Altri 200 milioni servirebbero a titolo di fabbisogno residuo del 2012.

Due i problemi: lo strumento legislativo nel quale stanziare le risorse e, soprattutto, le coperture.

I sindacati hanno chiesto che i fondi siano previsti nel Documento di economia e finanza e concretamente stanziati.

Il ministro del Welfare Elsa Fornero, che pure ha ammesso un fabbisogno complessivo di almeno 2,3 miliardi per il 2013, ha chiuso la porta alla possibilità che l‘esecutivo di Mario Monti, in uscita, possa varare un nuovo decreto.

Il presidente della commissione speciale di Montecitorio, Giancarlo Giorgetti, si è mostrato disponibile a percorrere la strada di un emendamento al decreto sui debiti commerciali.

Più complesso il nodo delle coperture. La Cgil ha proposto il rinvio delle spese militari o una maggiore tassazione sulle rendite finanziarie e i grossi capitali, ma è difficile che si tocchino questi capitoli.

Secondo fonti politiche, il governo può mettere sul piatto per la cassa in deroga 150-200 milioni attingendo al fondo interprofessionale per via amministrativa. E il resto?

Il ministro dell‘Economia, Vittorio Grilli, ha detto ieri sera in una audizione che spetta al Parlamento trovare le coperture, bocciando qualsiasi ipotesi di finanziare a deficit le spese indifferibili, di cui la cassa è parte integrante.

L‘Italia può sfruttare i margini sul bilancio concessi dall‘Europa solo per far emergere spesa pubblica già fatta, non per fare nuova spesa pubblica, ha detto ieri il ministro dicendosi contrario alla proposta avanzata dal responsabile economico del Pd, Stefano Fassina.

Il Partito democratico chiede che la Cdp anticipi liquidità agli enti locali per rimborsare i debiti commerciali. Attraverso un complesso meccanismo contabile, Fassina vuole ridurre l‘impatto dell‘operazione debiti commerciali sul deficit di quest‘anno e destinare lo spazio in più a disposizione a parte dei 7-8 miliardi necessari per dare copertura alle spese indifferibili.

Ma Grilli ha bocciato l‘operazione dicendo che Eurostat conteggerebbe i prestiti della Cdp come deficit.

“Se ci sono necessità di spesa per singoli obiettivi bisognerà trovare le coperture”, ha aggiunto il titolare del Tesoro.

Anche la Cassa depositi e prestiti si è mostrata fredda sulla proposta di Fassina. L‘AD Giovanni Gorno Tempini ha detto ieri che il capitale di Cdp è “pienamente utilizzato”, escludendo spazi per nuove operazioni a leva.

Dalla prossima settimana il tavolo di confronto si sposterà a Palazzo Chigi.

(Francesca Piscioneri, Giuseppe Fonte)

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