Italia, Fmi peggiora stime debito e deficit 2013, 2014 - Fiscal Monitor

martedì 16 aprile 2013 17:03
 

di Elvira Pollina

MILANO, 16 aprile (Reuters) - Il Fondo monetario internazionale ha peggiorato le stime di deficit e debito dell'Italia per quest'anno e per il prossimo.

E' quanto si legge nel Fiscal Monitor, il rapporto con cui il Dipartimento Affari Fiscali dell'organismo di Washington, guidato da Carlo Cottarelli, analizza lo stato dei conti pubblici delle principali economie.

Per il Fmi quest'anno il disavanzo di Roma si attesterà al 2,6%, rispetto a 1,8% della proiezione di ottobre, mentre nel 2014 si porterà a 2,3%, anch'esso in peggioramento rispetto alla stima fornita lo scorso autunno, quando era indicato a 1,6% (la stima del governo è a 1,8%).

Le stime del Fondo però sono al netto dell'impatto del decreto per la liquidazione dei debiti della Pubblica amministrazione nei confronti delle imprese, che hanno portato il governo ad alzare la proiezione di disavanzo per quest'anno a 2,9% da 2,4%.

Nel 2012 la proiezione del deficit è indicata al 3%, il livello che dovrebbe permettere all'Italia di uscire dalla procedura europea d'infrazione di deficit eccessivo, prosegue il Fmi.

"In Italia il ritmo della correzione del deficit strutturale rallenterà quest'anno a un punto percentuale di Pil, un po' meno di quanto ci si attendeva in precedenza, ma abbastanza per portare il bilancio in pareggio al netto del ciclo e delle una tantum", si legge nel rapporto.

Riviste al rialzo le stime del debito, che quest'anno salirà al 130,6% del Pil (127,8% la stima di ottobre, 130,4% quella del governo) e il prossimo si porterà al 130,8% (127,3% la previsione preedente, 129,0% quella governo). Anche in questo caso non si tiene conto dell'effetto dei pagamenti dei debiti alle imprese.

Proprio l'alto livello del debito, unito all'elevato divario tra crescita e tassi d'interesse, fa restare l'Italia nel gruppo dei Paesi giudicati ad elevata vulnerabilità di fondo dei conti pubblici, vulnerabilità su cui peraltro pesa il basso livello di crescita.   Continua...