Italia,Fmi vede Pil -1,5% in 2013,politica tra rischi globali a breve

martedì 16 aprile 2013 15:03
 

di Elvira Pollina

MILANO, 16 aprile (Reuters) - Il Fondo monetario internazionale peggiora la previsione di caduta del Pil italiano per il 2013, portandola a -1,5% da -1% della stima fornita a gennaio, e inserisce l'incertezza derivante dalla situazione politica in cui versa Roma a oltre un mese e mezzo dalle elezioni tra i fattori di rischio a breve termine per la crescita globale.

E' quanto si legge nei primi due capitoli del World Economic Outlook del 2013, pubblicati oggi.

Le previsioni dell'organismo di Washington sono più pessimiste rispetto a quelle del governo, secondo cui il Pil si contrarrà quest'anno di 1,3 punti percentuali, dopo essersi contratto di 2,4% nel 2012, ma non tengono conto del potenziale impatto benefico che potrebbe derivare dal recente decreto sulla liquidazione dei debiti della Pubblica amministrazione verso le imprese.

Inferiori alla stime di Roma anche le previsioni di crescita per l'anno prossimo. Secondo il Fmi, nel 2014 l'economia italiana si espanderà di 0,5% (proiezione invariata rispetto a quella diffusa a gennaio), mentre il quadro macroeconomico approvato dall'esecutivo uscente di Mario Monti lo scorso 10 aprile prevede per l'anno prossimo una crescita di 1,3%.

La correzione del deficit a livello strutturale, secondo il il Fmi, sarà quest'anno pari a un punto di Pil, più che dimezzata rispetto al 2,25% dell'anno scorso.

Secondo il Documento di economia e finanza approvato dall'esecutivo, la manovra sul saldo strutturale al netto delle una tantum e del ciclo ammonta nel 2013 a 1,1 punti di Pil da 2,3 punti del 2012.

Tornando alle previsioni del Fondo, il tasso di disoccupazione si porterà al 12% dal 10,6% del 2012, peggiore rispetto all'ultima stima di 11,1% diffusa ad ottobre, e continuerà a salire nel 2014, quando nelle previsioni del Fondo, si attesterà al 12,4%.

Inoltre, il tasso di inflazione frenerà quest'anno al 2% dal 3,3% del 2012 (1,8% l'ultima stima di ottobre) e continuerà a rallentare l'anno prossimo, quando dovrebbe attestarsi a 1,4%.   Continua...