Hugo Dixon: all'Italia farebbe bene una scossa dai mercati

lunedì 15 aprile 2013 12:49
 

(Hugo Dixon è editorialista Reuters. Quelle espresse nell'articolo sono le sue opinioni)

di Hugo Dixon

LONDRA, 15 aprile (Reuters) - Per l'Italia sarebbe salutare un po' di pressione dai mercati. I rendimenti dei titoli di Stato sono più bassi che prima delle inconcludenti elezioni di febbraio. Ma, mentre i politici confabulano, l'economia brucia. Con la bonaccia dei mercati, manca lo sprone necessario per fare le riforme economiche e politiche da lungo tempo attese.

Il calo dei rendimenti sui titoli a 10 anni, che venerdì scorso erano al 4,3% contro il 4,4% della settimana prima delle elezioni, è attribuibile a due fattori. Primo, nessuno vuole scommettere contro la Banca centra europea che ha promesso di fare qualsiasi cosa per preservare l'euro. Secondo, la promessa della Banca centrale del Giappone di comprare gigantesche quantità di bond in patria ha spinto al rialzo i mercati altrove, anche in Italia.

Il contesto in cui si agita la politica italiana è estremamente diverso da quello del novembre 2011, quando un forte rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato seminò il panico, costringendo Silvio Berlusconi a lasciare il potere. Ma adesso nessuno dei tre blocchi politici più importanti - Pdl, Pd e M5s di Beppe Grillo - potrebbero governare da soli. E sette settimane sono state sprecate senza che una coalizione abbia visto la luce.

Ma ipotizzando pure che si riesca a rabberciare una coalizione di governo, non c'è alcuna garanzia che duri a lungo né che possa conseguire risultati di rilievo. In qualsiasi momento Berlusconi potrebbe togliere la spina.

Solo il timore di nuove elezioni potrebbe mettere fine a questa impasse. Un'affermazione che potrebbe suonare strana, dato che i sondaggi danno Berlusconi davanti al centrosinistra, anche se non abbastanza per vincere con una solida maggioranza. Swg attribuisce al centrodestra il 3% in più del centrosinistra; Ispo lo dà avanti dello 0,3%.

Ma l'esile vantaggio di Berlusconi potrebbere facilmente squagliarsi, se il Pd puntasse sulla candidatura di Matteo Renzi al posto di Pier Luigi Bersani. Il sindaco di Firenze, una specie di Tony Blair italiano, potrebbe strappare voti a Berlusconi, Grillo e al movimento centrista di Mario Monti.

Proprio per questo si renderebbero necessarie nuove elezioni in Italia. Renzi è il volto nuovo che promette di riformare la politica e l'economia.   Continua...