15 aprile 2013 / 09:04 / 4 anni fa

PUNTO 4 - Btp Italia, ordini già a 9 mld, offerta chiude domani

(aggiorna con commenti Maria Cannata in terzo e settimo paragrafo)

di Gabriella Bruschi

MILANO, 15 aprile (Reuters) - I 9 miliardi di euro di ordini nella prima giornata di offerta del nuovo Btp Italia hanno spinto il Tesoro ad annunciare la chiusura anticipata dell'emissione al termine della giornata di domani.

Il Tesoro, quindi, di fronte al lievitare delle richieste, ha scelto la prima finestra utile di chiusura anticipata rispetto a una offerta potenziale sino a giovedì 18 aprile.

Al termine dell'offerta del titolo indicizzato all'inflazione nazionale e destinato agli investitori retail verrà comunicata la cedola effettiva. Il Tesoro venerdì ha assegnato una cedola minima garantita del 2,25% sulla base della quale le stime parlano di rendimento annualizzato del titolo pari al 4,78%. Il Tesoro si riserva di rivedere "in caso si shock del mercato" nella giornata di domani, come ha detto stasera Maria Cannata in un'intervista televisiva.

In occasione dell'ultima emissione del Btp Italia lo scorso ottobre, sono stati collocati ben 18 miliardi, ma questa volta il Tesoro vuole tenere sotto controllo la size.

Un'emissione di 15 miliardi porterebbe l'ammontare di emissioni nette già nei pressi del livello corrispondente al target per l'intero 2013.

"Il successo veramente travolgente che abbiamo vissuto a ottobre ci ha sottolineato l'importanza di tenere un po' sotto controllo l'ammontare finale della transazione" ha spiegato stamane Maria Cannata, responsabile della gestione del debito italiano a Radio24.

In serata, in un'altra intervista, la dirigente del Tesoro ha aggiunto che il successo del Btp Italia avrà "una ricaduta positiva sul mercato".

Del resto il varo del decreto sul pagamente dei debito alle Pa (40 miliardi in due anni) costringerà il Tesoro ad approvigionarsi maggiormente di fondi. E il fatto che ci siano molte scadenze sul 2017 "si può ovviare per esempio facendo oculati bay back, tenendo fermo il dogma di lasciare liquida tutta la curva" dice Sergio Capaldi, strategist di Intesa Sanpaolo.

Secondo il Def il fabbisogno statale 2013 al netto del decreto è salito a di 53,7 miliardi per poi passare a 73,7 con il pagamento dei debito alle Pa.

"Per il 2013 ci aspettiamo emissione nette per 65 miliardi, 14 in più rispetto al 2012" stimava nei giorni scorsi l'ufficio studi di Intesa che a fine aprile, prevedendo un totale di emissioni nette di 50 miliardi con l'ipotesi di soli 5 miliardi di Btp Italia. Con l'ammontare che invece si avvicina ai 10 miliardi nella sola giornata di oggi, a fine aprile ci si troverà con emissioni nette già molto vicine al target per il 2013.

Nei mesi scorsi il Tesoro stimava per il 2013 emissioni lorde per 410-420 miliardi. Intesa dopo la revisione del fabbisogno e il decreto sui debiti della Pa stima ora un funding a quota 445 miliardi.

Lo scorso anno si è chiuso con emissioni totali attorno a 470 miliardi. Con le tre emissioni di Btp Italia il Tesoro aveva raccolto 27 miliardi.

RENDIMENTO BTP ITALIA VISTO ATTORNO A 4,78% ANNUO

La caratteristica principale del Btp Italia è che l'indicizzazione reale si applica sia alla cedola, sia al capitale, analogamente a quanto avviene per i Btp indicizzati all'inflazione area euro (Btpei), ma a differenza di questi ultimi la rivalutazione del capitale è corrisposta semestralmente quando viene pagata la cedola, invece che in un'unica soluzione alla scadenza del titolo.

"Questo meccanismo premette di ridurre il rateo relativo alla rivalutazione del capitale, che crea invece sui Btpei un ampio divario tra prezzo secco e prezzo lordo durante la vita del titolo" dice una nota odierna di Intesa SanPaolo che ricorda anche il fatto che il Btp Italia offre anche protezione in caso di deflazione ed offre un premio fedeltà del 4 per mille a chi detiene il titolo fino a scadenza.

"Sulla base delle nostre previsioni d'inflazione ed assumendo che la cedola definitiva sia pari alla cedola minima, il titolo potrebbe generare un ritorno sui quattro anni .. per le persone fisiche a 4,78% includendo il premio fedeltà" dice Intesa prevedendo che la dinamica dei prezzi resti molto moderata nel medio termine per poi svoltare al rialzo in coincidenza con una ripresa del ciclo economico.

"Prevediamo che sulla vita del titolo l'inflazione sia pari al 2,4% in media annua", dice Intesa.

RENDIMENTO RESTA APPETIBILE SE INFLAZIONE SOPRA 0,73%

Il livello della cedola di questo nuovo titolo è lo stesso assegnato in occasione del primo Btp Italia giusto un anno fa circa (il Btp Italia marzo 2016), ma in quel caso la cedola è stata portata in via definitiva, a fine offerta, al 2,45%, adeguandosi al mercato in generale che si era mosso al ribasso durante i giorni dell'offerta. I Btp Italia emessi nel giugno e ottobre scorsi avevano entrambi una cedola del 2,55%.

"Occorrerà vedere come si muove il mercato questa volta. Se il mercato resta stabile, non credo in questo caso ci si dovrà aspettare una maggiorazione della cedola rispetto al livello minimo annunciato" dice un dealer.

Se si tiene come riferimento il titolo sottostante nozionale più vicino al Btp Italia offerto oggi, il Btp maggio 2017, che ha un rendimento stamane del 2,98%, il differenziale tra questo rendimento e la cedola minima offerta dal nuovo Btp Italia rappresenta l'aspettativa di inflazione media annua sui quattro anni di durata del nuovo titolo, pari allo 0,73%.

"Significa che per avere un rendimento almeno pari a quello del Btp nozionale è sufficiente che l'inflazione italiana al netto dei tabacchi non scenda sotto quel differenziale" osserva Alessandro Giansanti, strategist di Ing. Secondo dati Istat l'inflazione annua italiana è al momento pari all'1,6%.

"E' vero che l'economia è debole e che l'inflazione potrebbe ancora scendere, ma c'è ancora un buon gap" aggiunge Giansanti.

Questo Btp Italia offre tra l'altro più protezione rispetto ad un analogo Btp indicizzato all'inflazione della zona euro. Il BTPei settembre 2017 - che stamane quota un rendimento di 1,72% - resta conveniente se l'inflazione media annua sui 4 anni non scende sotto l'1,25%.

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