April 12, 2013 / 5:44 PM / 4 years ago

PUNTO 1 - Moavero e Passera non vedono necessità manovra a breve

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(Aggiunge Passera e contesto)

ROMA/TORINO, 12 aprile (Reuters) - L'operazione per liquidare alle imprese fornitrici della pubblica amministrazione 40 miliardi in due anni non determina la necessità di una nuova correzione dei conti pubblici, secondo i ministri Enzo Moavero Milanesi e Corrado Passera.

"Una porzione minoritaria [di questi pagamenti] ha impatto sul deficit ma il livello del nostro deficit nel 2013 era tale, prima dei pagamenti, da consentirci un margine di manovra", ha detto il responsabile delle Politiche europee intervistato da SkyTg24.

"Dunque noi pensiamo che di per sè il pagamento dei debiti della Pa non cagioni la necessità di nuova manovra nei tempi brevi o medio brevi".

Il ministro dello Sviluppo dice che "ad oggi i conti sono strrutturalmente in equilibrio".

Oggi il Corriere della sera titola in prima pagina che già da quest'anno è possibile il varo di una manovra aggiuntiva da 6 a 8 miliardi per rifinanziare numerose voci di spesa.

Il quotidiano riprende quanto dice da mesi il responsabile economico del Pd, Stefano Fassina, a proposito del cosiddetto "quadro esigenziale".

Il problema, denunciato anche da parlamentari del Pdl e da altri gruppi politici, è che con un obiettivo di deficit al 2,9% del Pil, vicino alla soglia massima europea del 3%, non ci siano sufficienti margini per finanziare in corso d'anno le spese non iscritte a bilancio ma ritenute ineliminabili.

L'elenco comprende la cassa in deroga (i sindacati chiedono 1 miliardo), le tutele per ulteriori platee di esodati, le missioni militari all'estero, la ricostruzione delle zone terremotate in Abruzzo, Emilia-Romagna e Lombardia, la manutenzione di strade e ferrovie.

Fassina inserisce nel calcolo anche la proroga della detrazione al 55% per le spese di ristrutturazione edilizia e chiede di rinviare al 2014 la Tares, la nuova tassa sui rifiuti e sui servizi urbani.

Ai partiti non piace neppure l'idea che a luglio scatti l'aumento di un punto dell'aliquota ordinaria Iva oggi pari al 21%.

Passera ricorda che il governo, nel rivedere con il Documento di economia e finanza (Def) i saldi di finanza pubblica, ha tenuto conto degli effetti prodotti sul bilancio da "tutte le leggi approvate e in vigore".

"Da qui in avanti la politica potrà decidere di apportare cambiamenti a decisioni prese e, se questo dovesse accadere, potrebbero esserci più spese e meno entrate e quindi potrebbero servire nuove misure di finanziamento", ha aggiunto il ministro alludendo alla manovra di cui parla Fassina.

Una ulteriore insidia per la tenuta dei conti è l'andamento dell'economia. Il Tesoro ha ridotto a -1,3% da -0,2% la stima del Pil nel 2013, ma la previsione potrebbe rivelarsi ottimistica secondo la Banca d'Italia e l'Istat.

Secondo Barclays, con un Pil in calo dell'1,5% l'indebitamento risulterebbe pari al 3,1%.

(Giselda Vagnoni da Roma e Giulio Piovaccari da Torino)

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