PUNTO 1-Crisi non giustifica strappi a Costituzione - presidente Consulta

venerdì 12 aprile 2013 14:46
 

(Aggiorna con dettagli)

ROMA, 12 aprile (Reuters) - La crisi economica e finanziaria non rappresenta uno "stato di eccezione" e non giustifica la sospensione delle regole costituzionali sul riparto delle competenza tra Stato e Regioni e il ricorso ai decreti legge.

Lo ha detto oggi Franco Gallo, presidente della Corte costituzionale, nella sua relazione sull'attivita nel 2012.

"La Corte, pur riconoscendo l'indubbia gravità della crisi finanziaria, ha negato che questa possa integrare una sorta di stato di eccezione, tale da giustificare la sospensione e, tanto meno la deroga delle regole costituzionali di riparto delle competenze tra Stato e Regioni", ha detto Gallo con riferimento agli interventi dello Stato sulle politiche di spesa e entrata degli organi territoriali.

Tenendo conto della gravità della crisi, ha aggiunto Gallo, la Consulta ha tuttavia ammesso gli interventi statali giustificabili alle luce dell'articolo 117 della Costituzione, che attribuisce all'amministrazione centrale il ruolo di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario.

Quanto al ricorso ai decreti legge, circa il 40% del totale della produzione normativa nel 2012, Gallo ha avvertito sull'uso improprio dei dl, che, in sede di conversione, non possono introdurre contenuti "eterogenei" rispetto a quelli originari.

Viceversa Gallo ha rimproverato al Parlamento di non avere legiferato nell'ultimo anno sulla falsariga dei solleciti che gli ha rivolto la Consulta per sanare norme vigenti in contrasto con la Costituzione.

I due esempi più importanti citati dal presidente riguardano la legge elettorale, di cui la Consulta ha chiesto di modificare la parte relativa al premio di maggioranza per subordinarlo ad una soglia minima di voti o seggi, e il "diritto fondamentale" delle coppie di fatto di ottenere il loro riconoscimento giuridico.

(Roberto Landucci)

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