12 aprile 2013 / 12:38 / tra 4 anni

Convertibili, come giocarsi la "grande rotazione" senza ansia - Ubs

MILANO, 11 aprile (Reuters) - In attesa di capire se la “grande rotazione” nell‘azionario fuori dal reddito fisso abbia preso davvero piede, puntare parte del proprio portafoglio equity sulle obbligazioni convertibili può apparire un‘opzione più sicura.

“Andare dai bond all‘equity è un passo molto grande per alcuni clienti, andare dalle obbligazioni alle convertibili vuol dire rendere il passo un po’ più piccolo”, ha detto a Reuters Alain Eckmann, senior portfolio manager specializzato nella gestione dei bond convertibili di UBS Global Asset Management.

Le obbligazioni convertibili, secondo Eckmann, eliminano infatti la paura di sbagliare il momento di ingresso sulle borse. Inoltre storicamente, secondo il gestore, hanno dimostrato di catturare buona parte del rialzo dell‘azione, limitando al contempo il downside.

“Nel tempo abbiamo evidenza che un investimento in obbligazioni convertibili consente al cliente di avere ritorni simili all‘equity, ma con rischi molto inferiori”, sottolinea Eckmann.

In un portafoglio multi-asset bilanciato il gestore suggerisce di sostituire con le convertibili una porzione dell‘azionario, il 5-10% a seconda della propensione al rischio del cliente, per “aiutare a inquadrare correttamente il rischio”.

A differenza dell‘andamento spesso imprevedibile dell‘azione, inoltre, in assenza di default dell‘emittente la convertibile raggiunge il fair value a scadenza. “Recuperi i tuoi soldi o hai la possibilità di convertire. Le azioni invece possono restare a sconto per sempre, possono anche perdere ulteriormente di valore”.

Positive le attese sul fronte del primario per quest‘anno: l‘erogazione di credito con il contagocce da parte delle banche in Europa, dove tradizionalmente le imprese si finanziano dagli istituti di credito, dovrebbe essere un incentivo all‘emissione di questi strumenti; tanto più che veniamo da un periodo di rally del mercato, condizione che aumenta l‘appeal per l‘emittente.

“Ci aspettiamo anche una ripresa dell‘attività di fusione e acquisizione che storicamente viene finanziata attraverso convertibili”, aggiunge il gestore.

Il volume delle obbligazioni convertibili emesse a livello globale da inizio anno alla metà del mese scorso è effettivamente stato più del doppio rispetto allo stesso periodo del 2012 secondo dati Thomson Reuters, segnando l‘inizio di anno più robusto dal 2008.

Se è vero che, a causa della diffidenza creata dalla crisi del debito, la zona euro potrebbe offrire qualche opportunità in più, le maggiori occasioni si troveranno nei nomi meno noti non inclusi nella categoria delle blue chip più liquide che viceversa, “nel tempo, tendono ad essere più care”, ha detto Eckmann.

Un mercato come quello italiano, che gli investitori giudicano più rischioso, “potrebbe essere una terra di opportunità se sei capace fare un‘analisi attenta”, ha sottolineato il gestore puntualizzando che, con emissioni recenti come quella di Astaldi e di Prysmian, non si può dire che il nostro mercato sia sottorappresentato. “Si può trovare maggiore valore se si hanno le capacità per analizzare quello che altri non guardano”, ha concluso.

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